Brevini Power Transmission sempre più in Germania


Brevini Power Transmission, azienda leader nella progettazione e produzione di trasmissioni meccaniche di potenza, annuncia il progetto per un nuovo stabilimento in Germania per la produzione di riduttori di medie e grandi dimensioni. Il nuovo stabilimento sorgerà su una superficie totale di circa 44,000 mq e sarà ubicato in prossimità di Francoforte. “E’ un progetto al quale stiamo lavorando da qualche mese – spiega Giuliano Spaggiari, amministratore delegato del gruppo – ed è stato studiato per rispondere alle esigenze di miglioramento della nostra efficienza produttiva e per la crescita che ci aspettiamo con l’inversione del ciclo economico atteso per la seconda parte del 2016. Tra l’altro potremo convenientemente finanziare l’investimento grazie alla valorizzazione dell’attuale patrimonio immobiliare di PIV, ubicata in un’area molto ambita”. La Brevini conta già una installazione industriale a Bad Homburg (Francoforte) frutto della acquisizione di PIV Drives Gmbh fatta nel 2002. Nella sede attualmente sono impiegati circa 450 addetti e vengono progettati e prodotti riduttori per grandi potenze, con un ciclo produttivo integrato che comprende lavorazioni meccaniche, produzione di ingranaggeria, trattamenti termici e assemblaggio. “Quando sono arrivato in Brevini meno di un anno fa ho subito affrontato il rilancio di questo importante investimento – afferma Spaggiari – e devo dire che la Germania che avevo conosciuto quasi vent’anni fa in una precedente esperienza non ha niente a che vedere con la realtà di oggi. In PIV avevamo un problema di competitività e ho trovato una rappresentanza sindacale interna estremamente aperta e collaborativa, come del resto ha ripetutamente dimostrato in passato. Abbiamo trovato un accordo in tempi rapidissimi, con il risultato che presto la società tedesca sarà un contributore netto del nostro bilancio di gruppo e sarà un veicolo di crescita per la Brevini. Pensiamo che la Germania sia un paese estremamente competitivo per investimenti in attività industriali – continua Spaggiari – non solo per i costi di produzione che risultano più bassi che in Italia, ma soprattutto per l’ampia disponibilità di personale con elevata scolarità e con competenze all’avanguardia. Siamo alle soglie di una nuova rivoluzione industriale, ribattezzata come Industry 4.0 oppure IoT (Internet of Things) e i tedeschi hanno da tempo capito che le nuove sfide si affrontano con aziende coese dove tra i propri partecipanti c’è condivisione non solo di benefici, come ai tempi di Ford, ma anche dei rischi e dove la formazione è una remunerazione essenziale per i collaboratori, per lo sviluppo di quella conoscenza generativa del nuovo, vero elemento di differenziazione rispetto alle economie a basso costo”.

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