Bredamenarinibus venduta a stranieri?


Il Comune di Bologna preoccupato per il futuro della storica azienda Bredamenarinibus. “Da un lato, si realizzano e lanciano sul mercato nuovi prodotti e da dall’altro si sentono notizie di trattative per un’imminente vendita o addirittura una delocalizzazione della produzione di autobus. E’ inaccettabile”, afferma Matteo Lepore, assessore alle relazioni sindacali esterne di Palazzo D”Accursio che dalle frequenze di Radio Città del Capo lancia l’allarme. E aggiunge che se fosse confermata l’ipotesi di un addio non si potrebbe restare a guardare: “non possiamo assolutamente permetterci di perdere la Bredamenarinibus”. Per cui il coordinatore della Giunta Merola spera che “qualcuno smentisca l’ipotesi di delocalizzazione”. In caso contrario ritiene necessario “mobilitarci come territorio e chiedere a chi di dovere di scongiurare l’addio della storica fabbrica di via San Donato. La risposta dovrebbe arrivare da Finmeccanica, cioè il Governo. Nei corridoi si parla di offerte da Turchia e Cina.  “sembra che l’Italia non sia interessata a sviluppare questa produzione – aggiunge Lepore – ora io non credo che serva replicare il modello Alitalia, ma di industria italiana ne abbiamo bisogno”. La Bredamenarinibus, prosegue, non è solo una fabbrica è un simbolo della Bologna operaia e di questo dobbiamo avere un grande orgogli. Eppure, conferma lo stesso assessore, “i rumor parlano di vendita imminente: ci sono tanti incontri e diverse persone che partecipano ai tavoli su questa azienda e le notizie in merito sono abbastanza circostanziate”. Peraltro, la “possibile vendita” sarebbe accelerata dall’ormai imminente scadenza degli ammortizzatori sociali attivati per i dipendenti dell’azienda.

Ma per il presidente Giovanni Pontecorvo sono allarmi ingiustificati. Per Bredamenarinibus, la rinascita passa dai nuovi modelli euro 6 ed elettrici presentati in anteprima questa mattina nello storico stabilimento di via San Donato a Bologna. “Saranno realizzati qui”, assicura il presidente, ridimensionando l’allarme lanciato questa mattina dal coordinatore della giunta di Palazzo D”Accursio. “Non c’è nessuna vendita – assicura Pontecorvo – ma la ricerca di un possibile partner industriale, serio e pronto ad investire, che dovrà garantire l’attività produttiva a Bologna. Altrimenti non se ne fa nulla”. Sul piatto ci sono diverse proposte, da parte di aziende italiane e straniere (tra cui i turchi di Karsan), conferma il numero uno di Bredamenarinibus. “Ma Finmeccanica – garantisc e- rimarrà nel capitale azionario”. Peraltro, terminato il periodo di cassa integrazione e dopo le circa 80 uscite volontarie (che, in base agli accordi sindacali, dovrebbero preludere all’ingresso di giovani con contratti di apprendistato), i 220 lavoratori ancora in forza allo stabilimento dovrebbero tornare al lavoro. “Non ci sono problemi di occupazione per il prossimo anno. Ci sono commesse sufficienti”, afferma Pontecorvo.

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