Breda Menarini, i lavoratori vogliono chiarezza


BOLOGNA, 16 NOV. 2011 – Dopo Irisbus, tempi difficili anche per un’altra grande azienda produttrice di autobus. La bolognese Breda Menarini Bus non rientra più nei piani di Finmeccanica, gruppo a partecipazione statale, che ne detiena la maggioranza delle quote. In progetto c’è la dismissione dell’azienda entro la fine del 2012. I lavoratori della Breda Menarini stamattina hanno manifestato contro questo scenario che non promette nulla di buono.Un corteo, con relativo blocco del traffico, sono stati il modo per chiedere alla proprietà cosa veramente vuole fare dello storico stabilimento, l’ultimo in Italia in cui si producono bus. Sicuramente verrà venduto, insieme a quell’insieme di attività che Finmeccanica ha deciso di cedere. Un’operazione che complessivamente vale un miliardo di euro e che potrebbe mettere a posto i conti del colosso pubblico. Per la Breda Menarini si parla già di un acquirente turco interessato.Intanto per 266 dipendenti su 288 arriva la cassa integrazione, che partirà tra gennaio e marzo. A preoccupare non è tanto l’ipotesi di una cessione, ma quale volume di occupazione potrà essere mantenuto a Bologna. Difficile per gli operai digerire il modo in cui un’azienda, che in un qualche modo è lo Stato, li sta scaricando. Difficile perché proprio l’Italia avrebbe bisogno, in tema di mezzi pubblici, di rinnovare il proprio parco macchine, tra i più arretrati in Europa. Arretratezza che rischia di essere punita dall’Unione europea con una salatissima multa. Soldi che avrebbero puto essere investiti proprio per rilanciare un’esperienza di valore come la Breda Menarini.

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