BpER: per le spa serve un nucleo di soci


Occorre creare un nucleo di soci per garantire la solidità della governance. E’ quasi un appello quello lanciato dall’amministratore delegato di Bper, Alessandro Vandelli, durante la presentazione di bilancio e piano industriale nel parlare della prossima riforma del governo che trasformerà la grandi banche popolari in Spa. Vendelli mette in guardia sul pericolo di un attacco da parte dei grandi fondi internazionali che potrebbero tentare la scalata dopo la riforma. Nel frattempo le dieci banche interessate da una parte cercano un punto d’incontro con il governo, proponendo come soluzione la forma della Spa ibrida, dall’altra guardano alle aggregazioni. Sullo scacchiere oltre Bper, ci sono anche Monte Paschi, Banco Popolare e Popolare di Milano. In attesa delle prossime mosse la partita è capire ora chi tra queste farà da polo aggregante. “Siamo aperti al confronto con chi ha gli stessi obiettivi di banca del territorio” ha detto Vandelli, precisando però che le aggregazioni, per quanto possibili, non avranno tempi brevi. Al momento quindi si cerca un difficile punto di equilibrio con il governo. Intanto il presidente della Consob Vegas pur promuovendo la riforma ha denunciato un’attività anomala sui titoli delle popolari nei giorni antecedenti all’annuncio del decreto, con plus valenze intorno ai 10 milioni di euro.

“L’indagine avviata dalla Consob, che sospetta movimenti anomali sui titoli quotati delle banche popolari in corrispondenza dell’approvazione della riforma da parte del consiglio dei ministri del 20 gennaio scorso, dimostra che quantomeno i tempi dell’intervento normativo sono sbagliati: non servono norme frettolose in un comparto che, nel suo complesso, funziona”. Lo dichiara il presidente di Unimpresa, Paolo Longobardi.

Riproduzione riservata © 2016 viaEmilianet