BpER: l’utile a inizio anno vola


Il Consiglio di Amministrazione della Banca popolare dell’Emilia Romagna ha esaminato e approvato in data odierna i risultati individuali della Banca e consolidati di Gruppo al 31 marzo 2014 e ha deliberato un’operazione di rafforzamento patrimoniale attraverso un aumento di capitale a pagamento fino ad un massimo di 750 milioni di euro. L’utile netto complessivo del periodo è di 31,2 milioni di euro, in significativa crescita (+102,3%) rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. I ricavi caratteristici sono in sensibile incremento grazie al significativo aumento del margine di interesse (+ 6% anno su anno) e alla buona tenuta delle commissioni nette. Coverage ratios in notevole aumento in seguito all’approccio ancora conservativo sulla valutazione del credito e delle garanzie, anche in vista dell’Asset quality review in corso e dei successivi Stress test.

Confermata la solidità patrimoniale del Gruppo con il CET1 ratio phased-in al 9,24%, calcolato sulla base della metodologia standard per la misurazione dei rischio di credito e di mercato. I requisiti di liquidità sono già in linea con i minimi richiesti dalla normativa Basilea 3 e la leva finanziaria è tra le migliori del sistema (14x a fronte di 14,5x di fine 2013). Il Consiglio di Amministrazione ha deliberato un’operazione di rafforzamento patrimoniale attraverso un aumento di capitale a pagamento fino ad un massimo di € 750 milioni, interamente assistito da un consorzio di garanzia composto da Citigroup Global Markets Limited, J.P. Morgan Securities plc e Mediobanca – Banca di Credito Finanziario spa. L’assemblea straordinaria per l’approvazione dell’aumento di capitale è fissata per il 6 e 7 giugno 2014, rispettivamente in prima e seconda convocazione. CET1 ratio fully phased pari al 10,44%, inclusi gli effetti dell’aumento di capitale e senza considerare i benefici derivanti dalla validazione dei modelli interni.

Alessandro Vandelli, amministratore delegato del Gruppo BPER, ha così commentato la situazione: “L’utile del periodo, cresciuto in modo rilevante rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, evidenzia la capacità del nostro Gruppo di migliorare il livello dei ricavi caratteristici, in particolare del margine di interesse, anche in un periodo di prolungata crisi economica come quella che stiamo attraversando. Nel primo trimestre, anche in vista dell’Asset Quality Review e degli Stress test europei che verranno finalizzati nella seconda parte di quest’anno, abbiamo continuato ad applicare un approccio estremamente prudenziale nella valutazione dei crediti che si è tradotto in un ulteriore significativo aumento delle coperture sui crediti deteriorati rispetto ai valori già elevati di fine 2013. In questo contesto di buone performance operative, il Consiglio di Amministrazione ha deliberato un’operazione di rafforzamento patrimoniale fino ad un massimo di 750 milioni di euro che ci consentirà di raggiungere un livello di Common Equity Tier 1 ratio “Fully Phased” Basilea 3 superiore al 10% e di allinearci ai nuovi standard di mercato. Tale risultato è ancora più significativo se si considera che esso non tiene conto dei benefici che deriveranno dalla validazione dei modelli interni avanzati per la misurazione del rischio di credito e di mercato. Mi preme in questa occasione ricordare che, nonostante questa lunga crisi possa essere considerata la più grave dal dopoguerra, l’ultima operazione di aumento di capitale della banca risale al 2006 a dimostrazione della capacità di generare redditività anche in condizioni difficili e di mantenere un’adeguata e strutturale solidità patrimoniale. Il capitale raccolto ci consentirà di supportare la nostra clientela nelle opportunità di crescita offerte da uno scenario economico le cui prospettive di ripresa appaiono, oggi, più concrete ed al tempo stesso di dotarci di un livello di patrimonializzazione adeguato che ci consentirà di affrontare con serenità l’esercizio del Comprehensive Assessment da parte della BCE. Inoltre, siamo fortemente motivati a migliorare la nostra capacità competitiva attraverso un piano strutturale di azioni che verranno delineate nel nuovo Piano industriale strategico che verrà presentato all’inizio del prossimo anno. Tale Piano avrà, tra gli altri, l’obiettivo di ridisegnare il modello distributivo di Gruppo, in modo moderno e innovativo, e ridurre in modo strutturale la base costi al fine di raggiungere un adeguato e sostenibile livello di redditività. Crediamo che con queste premesse, i nostri Soci ed Azionisti possano valutare positivamente il nostro operato e la volontà di rendere la banca sempre più solida, consolidando la leadership nei territori di riferimento”.

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