BpER approva preliminari 2014, utile a 30 milioni


Solida posizione patrimoniale con un CET1 ratioi Fully Phased pari al 10,9% (11,3% Phased in) senza considerare gli effetti della validazione dei modelli interni. Utile netto complessivo del periodo positivo e pari a € 29,8 milioni (€ 16,1 milioni nel 2013) condizionato anche da alcune componenti straordinarie negative contabilizzate, in particolare, nell’ultimo trimestre e da un costo del credito ancora elevato (185 bps) in applicazione di policy conservative nella valutazione del credito ed in coerenza con l’attività di Asset Quality Review. Coverage ratio sui crediti dubbi in aumento al 40,7% a fine anno (+332 bps da dicembre 2013 e +104 bps rispetto a settembre).

Nell’ottobre scorso, si è concluso l’esame della qualità degli attivi (“AQR”) di BCE con l’indicazione di un impatto complessivo lordo pari a circa € 480 milioni, che risulta nel complesso ampiamente coperto da accantonamenti contabilizzati nell’anno sui portafogli oggetto di esame in sede di AQR. Approvato il nuovo Piano Industriale 2015-2017 con un obiettivo di ROTE al 9% nel 2017. L’utile dell’operatività corrente al lordo delle imposte risulta pari a € 58,2 milioni nell’anno (-13,0% rispetto al 2013). Redditività operativa pari a € 2.217,4 milioni, in diminuzione dell’1,3% sul 2013, prevalentemente a causa della diminuzione della voce residuale “Altri oneri e proventi di gestione”. In particolare: margine di interesse stabile (+0,1%) in presenza di uno spread sostanzialmente invariato determinato dalla contemporanea diminuzione sia del costo del funding che del rendimento dell’attivo commissioni nette in marginale contrazione (-1,1%) influenzate in negativo dal calo della componente relativa ai finanziamenti (-5,3%) ed in positivo dal significativo incremento della parte riferibile alla raccolta indiretta e polizze assicurative (+8,5%) positivo risultato netto delle attività di negoziazione in aumento del 20,5% rispetto al 2013 flessione della voce “Altri oneri e proventi di gestione” (-49.8%), prevalentemente a causa della componente relativa alla Commissione di Istruttoria Veloce (“CIV”) in diminuzione del 25,1% nell’anno. Costi della gestione invariati (+0,2)% rispetto all’anno precedente registrando una sostanziale stabilità sia nella componente del personale (-0,1%) che dei costi amministrativi (-0,2%), mentre risultano in aumento gli ammortamenti (+6,6%). Rettifiche nette su crediti in incremento del 4,0% rispetto a fine 2013 e coperture su crediti deteriorati in significativo aumento al 40,7% (+332 bps rispetto a dicembre 2013; +104 bps rispetto a settembre 2014). Il costo del credito si attesta a 185 bps nell’anno, in aumento rispetto ai 168 bps del 2013. Il Consiglio di Amministrazione della Banca popolare dell’Emilia Romagna ha esaminato ed approvato in data odierna i risultati preliminari consolidati di Gruppo al 31 dicembre 2014 e il nuovo Piano industriale 2015-2017 destinato ad indirizzare l’attività del Gruppo nel prossimo triennio (il cui contenuto è oggetto di un comunicato stampa separato pubblicato contestualmente al presente).

Alessandro Vandelli, Amministratore delegato di BPER, al termine del Consiglio di Amministrazione commenta: “I risultati preliminari relativi al Bilancio 2014 hanno registrato un utile di periodo pari a circa 30 milioni di Euro, da valutare in termini positivi se si considerano l’estrema difficoltà del contesto economico dell’anno appena trascorso e l’impatto di alcune significative componenti negative di natura straordinaria che hanno inciso nel corso dell’anno ed in particolare nell’ultimo trimestre. E’ bene ricordare che nel 2014 le Autorità di Supervisione europee hanno svolto il severo esame della qualità degli attivi e lo stress test, i cui risultati hanno confermato l’ottimo livello di solidità patrimoniale raggiunto dal Gruppo BPER anche nel confronto con i peers, registrando un significativo surplus di capitale di oltre € 630 milioni rispetto ai minimi richiesti. Inoltre, l’esercizio è stato caratterizzato da alcuni importanti eventi quali l’aumento di capitale di 750 milioni di Euro e l’ulteriore accelerazione nella razionalizzazione e semplificazione del Gruppo con l’incorporazione nella Capogruppo di altre tre banche. Le scelte gestionali degli ultimi anni, anche in previsione del passaggio sotto la Vigilanza Unica Europea avvenuta nel novembre scorso, hanno avuto come principale obiettivo il raggiungimento di una solida dotazione di capitale. L’impegnativo percorso fin qui realizzato ci permette di affrontare con fiducia le sfide che ci attendono in futuro, grazie ad un serie di progetti di sviluppo ed efficientamento delineati nel nuovo Piano industriale 2015-2017, approvato oggi dal Consiglio di Amministrazione. In sintesi, il nostro Gruppo si presenta all’inizio di questo triennio con un assetto societario largamente semplificato in grado di ritornare ad adeguati livelli di redditività con un ROTE target del 9% a fine piano, da realizzarsi principalmente attraverso l’incremento della redditività caratteristica, in particolare della componente commissionale, l’implementazione di un nuovo modello distributivo, l’ottimizzazione della gestione dei rischi e azioni di contenimento dei costi operativi alla fine del periodo. Il nuovo Piano Strategico è nato con l’ampio coinvolgimento di tutti i dipendenti e siamo molto fiduciosi sul contributo e sull’impegno che sapranno mettere in campo al fine di raggiungere gli obiettivi prefissati e per continuare ad essere la banca di fiducia delle persone per la qualità delle soluzioni e per l’integrità dei comportamenti a beneficio di tutti gli stakeholders, clienti, soci e dipendenti.”

La Banca Popolare dell’Emilia Romagna ridurrà del 5% il numero dei dipendenti nel corso del piano industriale 2015-2017, portandoli dagli 11.407 di fine 2014 a 10.826, con un saldo negativo di 581 unità. E’ quanto si legge nelle slide del piano industriale che l’amministratore delegato Alessandro Vandelli ha illustrato agli analisti. Bper chiuderà anche 130 filiali, pari al 10% della rete, e introdurrà il modello hub & spoke sul 40% degli sportelli, allo scopo di conseguire una riduzione del cost-income di 3,5 punti base (dal 57% al 53,5%). La trasformazione delle banche popolari in spa potrebbe creare problemi alla “stabilità” degli istituti coinvolti nella riforma. “E’ molto difficile dare stabilità senza un gruppo di azionisti stabili”, ha detto ancora. Bper non intende vendere la quota del 20% che detiene in Arca Sgr mentre sta valutando, assieme agli altri azionisti, le offerte di alcuni fondi per Icpbi, l’Istituto centrale delle banche popolari che gestisce il circuito Cartasì. “Non siamo interessati a vendere Arca, siamo molto soddisfatti di come sta performando, è un investimento strategico” ha aggiunto, rispondendo agli analisti. Quanto a Icbpi non c’è “nessun processo di vendita formale” ma abbiamo ricevuto “l’interesse da molti fondi investimenti”.

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