Borse. Milano apre in calo, poi si riprende. Titoli di Stato allo sbando, spread record


7 NOV. 2011 – Nessuno sconto da parte dei mercati per l’Italia. Il rendimento dei titoli di Stato in apertura è stato del 6,40% ed è poi schizzato fino al 6,66%. La percentuale del 7% è ritenuta dagli osservatori il limite oltre il quale il debito di uno stato diventa insostenibile. Lo spread, il differenziale con gli analoghi titoli di debito tedeschi, adesso è al 4,9%, molto di là del limite che fece scattare i piani d’aiuto per Grecia, Irlanda e Portogallo. Il lunedì nero dell’Italia si deve a una situazione politica caratterizzata dalla mancanza non solo di un governo, ma ora anche di ua maggioranza parlamentale.Alle ore 10 e 30, Piazza Affari segna -0,68%. Nonostante le brutte notizie sul fronte dei titoli di Stato, i titoli bancari tengono. Unicredit è a -0,26%, Intesa Sanpaolo a +0,80, Bpm a +1,80. Male va però per Mps (-3,29) e per la Banca popolare dell’Emilia-Romagna (-2,29%). In ribasso anche i titoli delle multiutility operanti in Emilia-Romagna: Hera perde lo 0,59%, mentre Iren lo 0,12%.A mezzogiorno c’è un’inversione di tendenza. Il Ftse Mib guadagna lo 0,72%, col titolo Fiat a +3,24%, Intesa sale a +1,77% e Unicredit a +1,09%. Sempre in calo il titolo Bper (-1,10). Si riprende Iren (+0,31%) ma non Hera (-0,42%)

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