Bormioli, chiuse le indagini sui droga-party


PARMA, 29 MAG. 2009 – Chiusa l’inchiesta sui festini a base di cocaina e squillo che è costata le manette all’ex imprenditore del vetro Rocco Bormioli. La procura di Parma ha depositato l’atto di fine indagine, che di solito prelude alla richiesta di rinvio a giudizio. Otto gli indagati, tra cui il rampollo della dinastia di vetrai che è accusato di detenzione e spaccio di droga. Finito in manette lo scorso marzo sulla base di indagini cominciate circa tre anni prima, Bormioli nel 2007 era stato trovato con 321 grammi di cocaina in casa. Droga che teneva per sé e gli ospiti delle feste che organizzava nella sua abitazione di Borgo Santa Chiara. Dal novembre 2007 al gennaio 2009 sono dieci gli episodi di cessione che la procura gli contesta, con tanto di nominativi delle persone a cui ha ceduto gratuitamente la droga. Tra queste, anche alcune prostitute che Bormioli ingaggiava per movimentare le sue feste. Prostitute che – e qui si apre l’altro fronte dell’inchiesta – gli venivano servite su un piatto d’argento dagli altri indagati. Si tratta di Bruno Belli, 50 anni, originario di Colorno, e Francesco Schiera, palermitano del ’67, rispettivamente socio e dipendente dell’Habana Club di viale La Grola Ma anche di Flavio Curto, sessantaquattrenne parmigiano, e Salvatore Caltabiano, terntaduenne fidentino, entrambi membri della direzione del circolo privato Fulham di Noceto. Erano tutti finiti in manette lo scorso 25 marzo, a poche ore di distanza da Bormioli. Nel 415 bis compaiono i nomi di altre tre persone coinvolte nel giro di squillo. Tra loro anche una donna di 48 anni, originaria della provincia di Foggia, legata ad uno dei quattro finiti in manette. Di lei finora non si sapeva nulla. Gli altri due indagati sono un parmigiano di 48 anni e un genovese di 35, entrambi membri della direzione del night Fulham. Erano queste persone, secondo la procura, a organizzare quelle che venivano chiamate le "uscite" delle ragazze, che dai night club parmigiani passavano in casa di Bormioli a richiesta di quest’ultimo. Ora gli indagati hanno tempo 20 giorni per chiedere di essere interrogati prima della probabile richiesta di rinvio a giudizio. Bormioli, che il giorno del suo arresto era in uno stato psicofisico più che precario e oggi è ricoverato in una comunità terapeutica di cui i legali custodiscono gelosamente il nome, senz’altro lo farà. Un incontro con il magistrato era già stato fissato, probabilmente per approfondire lo stralcio dell’indagine relativo ai fornitori della droga.Più leggera invece, la posizione dei sette gestori di night che "gestivano" le ragazze. Dovranno rispondere all’accusa di favoreggiamento della prostituzione, ma rispetto alle ipotesi di reato originariamente formulate dalla procura è caduta quella di associazione per delinquere. In pratica non si sarebbero organizzati, ma avrebbero agito di volta in volta a seconda delle richieste dell’ex imprenditore, capace di pagare migliaia di euro anche per la compagnia di una sola notte.

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