Boom di terreni a canapa


Nei campi italiani è boom di canapa. Negli ultimi tre anni si è registrato un aumento del 200 per cento dei terreni coltivati, dovuto al fatto che è diventata una materia sempre più utilizzata: nel 2016 in Italia gli ettari di terreno coltivati a canapa erano circa 3.000 (dati Coldiretti), oltre a 286 canapai e grow shop (130 nel 2003). Sono i dati diffusi in occasione della fiera internazionale Indica Sativa Trade, da domani a domenica 14 maggio a Bologna, presso l’Unipol Arena, con oltre 100 aziende da tutta Europa. In Emilia-Romagna di queste realtà commerciali se ne contano 32 (è seconda solo alla Lombardia) con un giro d’affari di circa 210 mila euro al mese e 2,5 milioni l’anno: “Un negozietto può fatturare fino a 5.000 euro al mese – spiega Luca Marola, portavoce del Coordinamento nazionale dei grow shop e titolare di Qui Canapa di Bologna – ma esistono anche franchising capaci di arrivare a 40 mila euro”. In regione sono 400 gli ettari di terreno coltivati per la canapa industriale, principalmente nelle province di Modena e Piacenza: poco o nulla se si pensa che per decenni l’Emilia-Romagna è stata uno dei tasselli principali della filiera canapicola italiana. Nel 1940, con ben 90 mila ettari, l’Italia era il secondo produttore mondiale di canapa dopo la Russia: oggi i numeri sono molto diversi, ma stiamo assistendo a un piccolo boom se si pensa che si tratta di una coltivazione praticamente scomparsa.

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