E’ boom di cervelli in fuga


Secondo il rapporto “Migrantes” i cosiddetti cervelli in fuga al 31 dicembre 2013 sono quattro milioni e mezzo, quasi centomila in più rispetto a un anno prima: un flusso in aumento costante soprattutto verso il Regno Unito, che ha attratto il 71% degli italiani d’esportazione alla ricerca di un lavoro. Per la maggior parte uomini provenienti dal sud Italia, gli esuli dell’impiego sono per il 60% di età compresa tra i 18 e i 34 anni. Interessante anche il dato speculare: sarebbero infatti 2,3 milioni gli stranieri che lavorano in Italia, vale a dire la metà di quelli esportati. Diventa quindi ancora più urgente l’intesa di massima tra Governo e Sindacati sull’ormai famigerato Jobs Act, ovvero l’insieme di norme che dovrebbe scatenare la ripresa dell’Italia e che, per il momento, ha scatenato soprattutto polemiche. In mattinata il Premier Matteo Renzi ha rivelato l’esistenza di “sorprendenti punti d’intesa” con le parti sociali, ma ancora una volta sarà un voto di fiducia a decidere se la legge sul lavoro entrerà in vigore. Al centro dell’impasse c’è ancora la rissa sull’articolo 18: stando alle ultime indiscrezioni il reintegro in azienda “rimarrà valido per i licenziamenti discriminatori”. Ammortizzatori sociali ed emendamenti per rappresentanza sindacale i temi ancora da mettere sul tavolo, mentre un’altra fetta d’Italia decide di cambiare aria.

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