Bonsu, il Comune di Parma tenta di sdoppiarsi


PARMA 17 MAG. 2010 – Due piedi in due staffe. Li vorrebbe tenere il Comune di Parma nella vicenda Bonsu. Il nuovo avvocato dell’amministrazione questa mattina, in apertura di udienza preliminare, ha richiesto la costituzione di parte civile per il suo assistito. Una posizione il cui accoglimento spetta al giudice Maria Cristina Sarli la quale si è dovuta chiudere in camera di consiglio per riflettere sulla decisione da prendere prima di proseguire con l’udienza.La difficoltà del groviglio sta nel fatto che il Comune ha anche responsabilità civili. La decisione del Comune di schierarsi decisamente contro i vigili dopo aver cambiato idea sul risarcimento da concedere ad Emanuel Bonsu è dovuta al presunto danno d’immagine che il comportamento violento e razzista dei vigili urbani avrebbe arrecato alla città di Parma e alla sua amministrazione. Lesioni che sono state reputate, ora, piuttosto ingenti, data anche la risonanza che la vicenda ha avuto sui media non solo locali.Alla richiesta gli avvocati difensori dei dieci vigili urbani imputati si sono opposti, così come in disaccordo si sono trovati anche i legali di Bonsu. Entrambi i legali delle due parti hanno definito questa nuova uscita da parte del Comune come assolutamente anomala e incompatibile.

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