Bonfiglioli, sì all’accordotra azienda e Fiom


BOLOGNA, 16 MAR. 2012 – Ottantotto per cento di sì. A larga maggioranza i lavoratori della Bonfiglioli hanno dato il loro apprezzamento all’accordo firmato tra proprietà e la Fiom-Cgil. Un risultato, quello del referendum che si è tenuto ieri e l’altro ieri negli stabilimenti del gruppo, che come prima conseguenza porta allo stop del presidio di protesta degli operai. Da domani mattina verranno smontate la tenda e il container davanti allo stabilimento di Lippo di Calderara (Bologna).Nell’accordo c’è l’impegno dell’azienda a "mantenere i livelli occupazionali e a sviluppare i prodotti attraverso ricerca e innovazione tecnologica", spiega Gianni Scaltriti, segretario regionale Fiom, "inoltre non si chiudono più due stabilimenti bolognesi, come era previsto in un primo progetto della proprietà".La Bonfiglioli, fondata nel capoluogo emiliano nel 1956, produce riduttori e vanta cinque stabilimenti tra Bologna, Modena e Forlì e circa 1500 dipendenti, oltre alla produzione all’estero.La vertenza è iniziata quasi un anno fa ed è costata più di cento ore di sciopero. L’accordo, firmato il primo marzo tra azienda e sindacati e valido fino al 2014, ha ottenuto il sì dell’88% dei lavoratori (pari a 883), che si sono espressi nel referendum del 14 e 15 marzo. Allora i lavoratori presenti nei cinque stabilimenti erano 1305 e 1003 i votanti."E’ un caso positivo e significativo che dimostra che è possibile fare relazioni sindacali in termini diversi da altri esempi in Emilia Romagna", ha rimarcato Gianni Scaltriti, segretario regionale Fiom, ricordando che "il confronto è stato ostico e non semplice" e la trattativa è partita su una piattaforma assunta solo da Fiom e Uilm. In sostanza restano aperti gli stabilimenti di Sala Bolognese e Calderara, dove si trasferiranno parte dei lavoratori di Lippo. Altri operai andranno a Vignola (Modena). L’accordo inoltre riconosce il contratto nazionale del 2008 e tiene aperte le porte ai delegati Fiom. "Non credo che la Fim intenda sottoscrivere tutti gli aspetti dell’accordo", ha evidenziato Scaltriti senza aggiungere altro.Altra novità dell’accordo: i lavoratori si troveranno in busta paga 35 euro lordi mensili in più, divisi tra una prima tranche a giugno e l’altra a giugno 2013. In aggiunta anche un premio di risultato di oltre 5600 euro. "Non credo che questa sia una vittoria del sindacato – ha continuato Scaltriti – ma è un accordo ragionevole che lo mette su una strada diversa rispetto ad altre imprese. E’ vero che per arrivarci c’é voluto anche il conflitto".

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