Bond argentini, nuovi problemi


Ancora nubi sulla vicenda Bond argentini, che ha visto coinvolti numerosi risparmiatori emiliano romagnoli. Sono oltre 250mila (per 9,5 miliardi di dollari) gli italiani che non si sono visti pagare, alla scadenza del 30 luglio, le cedole maturate. Un nuovo rischio default dello Stato Argentino, il secondo in tredici anni, infatti, costringe al non adempimento della pagamento dei propri debiti. E anche per il futuro nessuna certezza, perché non c’è garanzia che a scadenza dei nuovi titoli nel 2033 e nel 2038 l’Argentina restituirà il capitale concordato, per altro già fortemente svalutato. E visto che attendere e sperare di rivendere i propri risparmi è un orizzonte improbabile, la Federconsumatori, che in questi anni ha assistito i risparmiatori lungo tutta la penisola, passata al contrattacco e invita i risparmiatori rimasti coinvolti nel crack argentino a fare causa contro le banche italiane che hanno consigliato l’acquisto di questi titoli speculativi appellandosi, come già consigliato nel 2005, alla violazione delle regole di comportamento dettate dal Testo Unico Finanziario. E c’è un’altra motivazione che avvalora la tesi della causa legale: l’incombente prescrizione dell’azione legale verso le banche, che scade il 14 gennaio prossimo. I risparmiatori dovranno dunque inviare immediatamente una lettera che interrompe la prescrizione, in modo da far valere i propri diritti nei confronti delle banche e recuperare i risparmi ingiustamente persi. 

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