Bonatti, nel 2017 produzione a quota 770 milioni


La Bonatti archivia il 2017 con una produzione a quota 770 milioni e una presenza in 4 continenti e 19 Paesi, con più di 8.000 dipendenti di oltre 50 nazionalità. Il portafoglio lavori sale a 1,5 miliardi, con investimenti nell’anno per 60 milioni. “Abbiamo ottenuto un risultato rilevante – commenta in un’intervista alla Gazzetta di Parma il presidente del gruppo, Paolo Ghirelli – grazie a tutte le nostre unità di business, con un ruolo preponderante del pipeline, settore dove siamo tra i leader mondiali”. “Il nostro business – ricorda Ghirelli – è articolato in varie discipline, che hanno come obiettivo i servizi all’industria oil e gas, e nel 2017 abbiamo ricostituito un portafoglio lavori che cui consente di garantire per i prossimi anni l’attuale livello di produzione”. Sui ‘rumors’ che due mesi fa parlavano di una possibile vendita del gruppo, Ghirelli spiega che “è stata coinvolta Citi per il supporto e la formulazione di un aggiornamento del piano industriale del gruppo Bonatti e, sulla base di questo, supportarci a valutare eventuali opzioni strategiche volte al rafforzamento della posizione della società nel mercato”. Oltre a Kazakhstan e Messico, Bonatti è entrato in Egitto, nei due giacimenti più grandi individuati negli ultimi anni. Un’altra area significativa è il Canada, “dove ci sono i presupposti per importanti opportunità di lavoro. In tutti i maggiori progetti che ci sono oggi sul tavolo dell’industria oil e gas noi ci siamo. Dal Messico al Mozambico, all’Uganda, solo per citarne alcuni. Come parco clienti abbiamo le maggiori oil company del mondo, 30 anni fa eravamo nati con un solo cliente, Eni”. “Con il Nord America – aggiunge Ghirelli – abbiamo sostituito gran parte delle nostre attività in Europa. Oggi l’economia si sposta a Est. Cina e Russia non sono mercati aperti, però non escludiamo che un’alleanza con qualche partner cinese con capacità di finanziare grandi progetti si possa realizzare in Africa, vista l’esigenza di infrastrutture energetiche in questo continente”.

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