Bonaccini si candida alla segreteria regionale del PD


VENERDI’ 17 LUG 2009 – Il segretario modenese del Partito Democratico Stefano Bonaccini, 42 anni, ha ufficializzato la sua candidatura alla segreteria regionale. Bonaccini è sostenitore della mozione-Bersani al prossimo congresso nazionale, ed ha subito ottenuto l’appoggio di moltissimi (praticamente tutti) i big emiliano-romagnoli del partito. Erano in sala, alla presentazione della sua candidatura, tra gli altri anche il governatore Vasco Errani, i sindaci di Modena e Bologna, Giorgio Pighi e Flavio Delbono, i modenesi Ricardo Franco Levi, sottosegretario del Governo Prodi e l’ex sindaco Giuliano Barbolini; poi diversi assessori della giunta regionale, alcuni deputati emiliani, il segretario del Pd bolognese Andrea De Maria, il presidente del consiglio comunale Maurizio Cevenini, il vice sindaco di Bologna Claudio Merighi, il sindaco di Imola Daniele Manca. Praticamente, Bonaccini potrà contare, oltre che sull’ala bersaniana del partito, anche sui bindiani, i prodiani, i lettiani e buona parte dei dirigenti ex-Dc.Bonaccini ha parlato della sua idea di partito, sia a livello regionale che nazionale: "Serve un Pd popolare, laico, non classista e non populista, ma che deve darsi una linea. Che riscopra la partecipazione, il radicamento, il lavoro, che riprenda lo spirito dell’Ulivo". Bonaccini punta sulla continuità con il lavoro di chi lo ha preceduto, Salvatore Caronna (non presente in sala perché impegnato al Parlamento Europeo), ma rilancia anche il tema del radicamento del partito: "Voglio girare il territorio – ha detto – a cominciare dai comuni più piccoli, perché è lì che la Lega è forte, la battaglia comincia proprio da lì, per ricomporre la realtà regionale". Sul tema delle alleanze, Bonaccini ha bocciato l’idea di un PD autosufficiente e si è detto favorevole alla nascita di un nuovo centrosinistra, basato su accordi fatti alla luce del sole, che non prendano in giro gli elettori.Ora ovviamente non resta che attendere il nome del candidato della mozione-Franceschini, che comunque dovrà affrontare un compito molto difficile, ponendosi in contrapposizione praticamente con tutta la classe dirigente del partito in Emilia-Romagna.Nel frattempo, Errani getta acqua sul fuoco della sua presunta ricandidatura alla presidenza della Regione: "Ogni cosa al tempo giusto. Credo che sia una risposta intelligente", ha risposto ai cronisti che lo interrogavano. Intanto però, il governatore in carica ha incassato, dopo quello di Romano Prodi, anche il sostegno (ricambiato) del candidato alla segreteria regionale Bonaccini, che pur rinviando la discussione, si è detto favorevole a un eventuale Errani ter.

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