Bomporto, ammortizzatori sociali alla Gmz e Acw


MODENA – Dopo la mancata riapertura dopo le ferie estive, un primo coinvolgimento richiesto dalla Fiom/Cgil al sindaco, lo stato di crisi delle aziende metalmeccaniche G.M.Z. e A.C.W. di Bomporto, di proprietà della famiglia Garuti, è stato al centro di un incontro che si è tenuto lo scorso 19 settembre all’assessorato alle Attività produttive della provincia di Modena. L’incontro è stato richiesto dalle organizzazioni sindacali per chiedere soluzioni che consentano la continuità produttiva e per fronteggiare le difficoltà economiche in cui versano i circa 20 dipendenti delle due società a causa del mancato pagamento delle ultime retribuzioni.

Per dare una prima tutela ai lavoratori, è stata richiesta la cassa integrazione straordinaria in deroga per crisi, per la durata di 3 mesi a decorrere dal 16 settembre. I lavoratori potranno ottenere l’anticipazione da parte delle banche della cassa integrazione in base al Protocollo sociale sottoscritto con la Provincia di Modena. Ad oggi non ci sono elementi certi sulle prospettive di entrambe le aziende, sulle cui sorti pesa l’avviso di accertamento da parte dell’Agenzia delle Entrate.

Sul fronte delle retribuzioni arretrate, vi è una prima disponibilità ad erogare complessivamente 6000 euro, da ripartire tra i lavoratori della A.C.W. a parziale copertura delle mensilità arretrate (non percepiscono la retribuzione dalla mensilità di giugno). I lavoratori della G.M.Z., che hanno ritardi sulle retribuzioni inferiori ai colleghi della A.C.W., dovranno attendere la nomina di un nuovo legale rappresentante, che succederà a Ivano Garuti, recentemente deceduto.

Al termine dell’incontro in Provincia si è convenuto di proseguire il confronto, attraverso un ulteriore appuntamento tra le parti in tempi brevi, per approfondire se sussistono le condizioni per proseguire l’attività, anche attraverso l’affitto o la cessione dell’attività. La proprietà deve comunque impegnarsi, anche con risorse proprie, a pagare gli stipendi arretrati ai lavoratori, tenuto conto che l’altra azienda di famiglia, la W.P.C. Di Villavara di Bomporto, sta proseguendo regolarmente l’attività.

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