Bologna: vietato abbassare la guardia


BOLOGNA, 4 APR. 2011 – Brescia non è un campo che porta bene al Bologna. Che perde (3-1) come ha perso altre volte nelle fasi finali della stagione. Perde e perde male, con due gol sul groppone appena al 9’ e con una prestazione largamente insufficiente in pratica per tutti i 90’. Si fatica infatti a rinvenire qualche spicciolo positivo nelle fila rossoblu, eccezion fatta per il capitano, un Di Vaio a segno con una bella rete. E per il portiere, quasi uno di casa da quelle parti. E Viviano non ha certo deluso, anche se è apparso non sempre deciso nel guidare la difesa. Ecco il punto debole di questa giornata. La difesa è andata subito in barca e nessuno dei 4 si è salvato. Casarini, a dispetto delle valutazioni di Malesani, adesso non è un difensore esterno valido, capace di reggere l’urto degli antagonisti veloci ed esperti che via via si trova di fronte. Il più delle volte non è piazzato e paga duramente questa lacuna quando dalla sua parte avanzano rapidamente palla al piede .Non vorrei spararla grossa, ma talvolta mi ricorda il Lanna di altri tempi. Pure Britos ha pagato dazio subito, essendo coinvolto in ambedue le reti subite. Quel modo di buttare la palla in corner grida vendetta. E un po’ di riposo? Lo stesso Ramirez, subito sostituito nelle ripresa, non ha offerto certo il meglio di sé. Molle e svagato non è stato di alcuna utilità: brutta faccenda perché sappiamo che ha le doti per imporsi e per svettare. E’ un tema questo tutto nelle mani di Malesani che dovrà affrontarlo per non privare la squadra di un apporto che potrebbe essere molto significativo. Poi non si dimentichi che anche l’assenza di Mudi ha contribuito alla pallida prova del Bologna, di un giocatore cioè che in questa stagione si è dimostrato insostituibile. Nel riporre in archivio il negativo risultato va però fatto un preciso richiamo. Che le sette rimanenti partite non siano la fotocopia di questa. Il Bologna non può finire così una stagione che da dannata è stato capace di trasformare in entusiasmante. A patto che il Bologna continui ad essere se stesso senza accomodarsi nelle pieghe di chi giudica sospette per definizione le domeniche finali del torneo. I giocatori, eventualmente, tradirebbero gli sportivi del cuore. E soprattutto tradirebbero se stessi. Per favore, non arriviamo lì.Pure le docce scozzesi sulla vicenda societaria non sembrano ancora finite. In 5 giorni giunge l’annuncio del rientro di Alfredo Cazzola con prospettive di impegni economici e sociali di primissima grandezza. E a ruota la marcia indietro, la rinuncia dello stesso Cazzola per motivi non chiarissimi, da ricondurre comunque in gran parte alla difficoltà di dialogare costruttivamente con gli oltre 20 soci del Bologna. Ma non è mica una novità. In tal modo nessuno fa una bella figura, diciamolo chiaramente. Ma parlare un po’ meno tutti? O parlare a cose fatte e non inondare le vetrine prima del tempo? Ecco, voler bene al Bologna calcio significa anche saper tacere. Ma Giovanni Consorte assicura che tutto finirà bene. E Giovanni Consorte è un uomo d’onore.

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