Bologna, una vittoria nel segno di Di Vaio


BOLOGNA, 9 MAR. 2009 – Bologna-Sampdoria 3-0, ovvero l’epilogo di una settimana pesante, densa di confronti e dissertazioni di ogni tipo, tutte finalizzate a capire e spiegare come e perché la partita contro i liguri fosse pressoché decisiva per il futuro della squadra in questa stagione calcistica. In effetti, a bocce ferme, il risultato ottenuto ha un forte significato positivo perché si risale al quint’ultimo posto e si conferma la possibilità di fare ulteriori passi positivi, peraltro necessari, qualora si tirino veramente fuori orgoglio e carattere. Poi certo, ci vuole pure altro e, di qui alla fine, molto altro. Intanto non si finirà mai di essere ammirati per questo Marco Di Vaio, ancora capocannoniere con 19 centri, prestante fisicamente come un ventenne a dispetto dei 32 suonati, autore di una gara maiuscola e delle 3 reti, un evento già non consueto per sé stesso. Ma lasciate che ci si dica ammirati di un simile Di Vaio soprattutto per la sua bravura tecnica da definirsi cristallina in barba all’età e ad alcune recenti annate non memorabili. Il nostro ha doti eccezionali che lo fanno giostrare come unico attaccante di ruolo del Bologna, impegnando notevolmente qualunque difesa. Smarcamento, scatto, lettura dello svolgimento delle azioni, conclusioni di piede e di testa, freddezza nei 4 rigori tirati. Un repertorio che più completo non si può, con risultati che lo hanno già fatto definire il miglior affare in assoluto dell’ultima campagna acquisti. Questo campione ha già segnato circa i due terzi dei gol bolognesi e veramente vengono i brividi nel pensare come potrebbero trovarsi i rossoblu se non ci fosse Di Vaio con loro. Per chiudere su questo, riandiamo alle due reti finali per  renderci conto della perfezione delle azioni condotte da Adailton e Amoroso e capitalizzate in chiusura dal nostro. Due azioni pressoché da manuale, anche se occorre ricordare come la Samp, a quel punto, avesse già tirato i remi in barca. Ma azioni che non si ammirano certo tutte le domeniche e che restano comunque senza discussione due perle calcistiche a conforto dei bolognesi tutti in un torneo che li fa alquanto soffrire. La partita? La partita era iniziata all’insegna di due motivi di fondo. La necessità vitale dei punti per la truppa rossoblu e l’attesa-timore per le eventuali imprese della mirabolante coppia Cassano-Pazzini, che aveva maramaldeggiato negli ultimi 20 giorni e che incuteva grandi paure. E’ occorsa metà del primo tempo per fare sfogare la Samp, un po’ stanca e un po’ decimata da infortuni e squalifiche, senza che la citata coppia facesse sfracelli. Anzi, nei primi 5’ erano i centrocampisti doriani ad andare pericolosamente al tiro, facendo trasparire una mossa tattica ben precisa nel momento in cui l’attenzione dei rossoblu era particolarmente rivolta a Pazzini e a Cassano. Poi lentamente il Bologna ha messo naso e piedi nella metà campo avversaria e, finalmente, su palla inattiva da corner ha offerto a Di Vaio l’occasione della prima rete in chiusura di tempo. Nella ripresa Mihajlovic ha mescolato le carte un po’, inserendo Adailton per un indecifrabile Coehlo e successivamente Amoroso per un incerto Mutarelli. Ha ottenuto così di non perdere il controllo delle manovre, anche per l’apporto di un ottimo Volpi, di supportare Di Vaio con piedi decisamente buoni come quelli dei due subentranti e di tentare di approfittare del calo fisico dei soriani, che hanno sì provato di superare Antonioli portando molti uomini spesso nei pressi dell’area bolognese, ma che sostanzialmente apparivano sempre meno convinti delle loro manovre offensive e sempre più in deficit di energie da spendere sul prato del Dall’Ara. Quanto al collettivo Bologna, è chiaro che in simile giornata tutto ha funzionato. Salvo sbavature o particolari marginali che non possono non esserci. Da segnalare due aspetti che non sempre vengono così decisamente in evidenza. Prima la buonissima prova dell’uruguaiano Miguel Britos al centro della difesa. Una prova consolante anche perché finora non pochi erano i dubbi sulla qualità di questo ragazzo. Una prova che ha coinciso con zero gol subiti, un evento raro da queste parti. La seconda segnalazione circa l’effetto delle sostituzioni: si è avuta netta l’impressione che siano state decisive, sia per consolidare il vantaggio esistente come per lo sviluppo delle manovre che hanno portato all’ulteriore vantaggio finale. Giocatori e allenatore hanno dimostrato di avere le doti necessarie per uscire dal fondo classifica. Si spera che se ne ricordino andando avanti.

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