Bologna-Udinese, tre punti di fiducia


BOLOGNA, 7 DIC. 2009 – Il Bologna,battendo per 2-1 l’Udinese, ha onorato il dovere delle squadre non eccelse tecnicamente ma dotate di mezzi fisici ed agonistici, nonché del giusto orgoglio per la casacca indossata. Non ha certamente badato troppo alla qualità del suo prodotto ma è stato con le maniche rimboccate dall’inizio alla fine ed ha ottenuto il successo. Come si è detto questo è il compito delle formazioni come i rossoblu, vincere in casa contro avversari bravi ed impegnati ma non insormontabili. Solo così si possono alimentare speranze di sviluppo positivo in proiezione futura, magari aggiungendo qualche scorribanda anche in trasferta in un campionato che adesso si articola in tre gruppi di squadre. Quelle di prima fascia, quelle che inseguono dalla metà in su, e le restanti della seconda metà. Più o meno ognuno dei tre gruppi pare avere un certo appiattimento di valori e quindi i successi al Dall’Ara sono preziosissimi, inutile girarci attorno. Anzi forse troppo spesso i bolognesi, tifosi e critica, sembrano accontentarsi della spartizione dei punti, mentre il valore della vittoria è enormemente superiore e quando ricorrono le opportunità bisogna sempre puntarvi decisamente. Un modo, inoltre, per far crescere la convinzione in se stessi.Del risultato ottenuto contro i friulani vanno sottolineati pure due aspetti non strettamente tecnici. Il sostegno continuo per 90’ della curva Bulgarelli, anzi di tutto lo stadio. La gente rossoblu ha cantato e incitato in tutti i modi i suoi giocatori senza soluzione di continuità. Sarà solo una impressione, ma è parso che mai come in questa domenica gli sportivi presenti abbiano giocato il ruolo di dodicesimo. Poi bisogna dire che Colomba ha risolto positivamente, coi tre punti, tutte le pratiche inerenti le partite giocate sotto San Luca. Eccetto quella con l’Inter ma si trattava di un problema troppo grande per la sua squadra. Questa osservazione si congiunge con quella delle vittorie casalinghe, necessarie per camminare spediti. A Bologna è un’andatura che non è proprio consueta e quindi è ancor più confortante.In Bologna–Udinese ognuno dei 14 rossoblu impiegati ha fatto del suo meglio, anche se non tutti evidentemente sono stati perfetti. D’altronde avevano di fronte una buona squadra, con alcuni elementi di alto livello tra cui il capocannoniere e perno della nazionale, l’ottimo Di Natale. A maggior ragione, quindi, il successo raggiunto è di buon auspicio per le prove future. Ma non bisogna entusiasmarsi troppo, quanto piuttosto stare coi piedi per terra. Soprattutto tenendo conto del fatto che si tira ancora troppo poco in porta e meno ancora nello specchio. In difesa, a volte, ci sono troppi affanni, le corsie laterali sono sempre coperte alla meglio senza sfruttare in pieno il buono che ne potrebbe venire e Di Vaio per lunghi periodi staziona troppo lontano dall’area. E questo può essere il motivo principale della sua non brillantezza attuale, pur mitigata da una condizione fisica in grande spolvero. Poi Adailton supplisce in varie occasioni, e pure in questa, col suo piede che nei tiri da fermo non teme troppi confronti. Ha segnato su punizione perfetta e in una seconda occasione ha fatto volare il portiere nell’angolino lontano. Ed ha lavorato sempre con intelligenza. Come Mudingayi tornato dal primo minuto all’egregio lavoro di gran parte dello scorso campionato.Ed anche il “cinno” Casarini, schierato dall’inizio si è fatto notare ed ha superato brillantemente la prova sia nel proporsi che nel cercare di contenere. Probabilmente deve osare un po’ di più in avanti, migliorarsi nella velocità: col buono già messo in mostra potrebbe essere una scoperta utilissima al Bologna, un prodotto del vivaio dai buoni frutti dopo anni senza giovani cresciuti in casa capaci di ben figurare in prima squadra. Intendiamoci, sempre per colpe della dirigenza e dei tecnici, che non hanno mai coltivato possibilità di questo tipo e che, anzi, hanno spesso depauperato quanto ci si poteva aspettare. Se si tratta di una inversione di tendenza ben venga. Non l’abbandoniamo, ma si cerchi di farla crescere e di alimentarla in ogni modo.

Riproduzione riservata © 2016 viaEmilianet