Bologna, subito al voto per il dopo-Delbono


BOLOGNA, 26 GEN. 2010 – Il giorno dopo le dimissioni di Flavio Delbono il problema più urgente è il futuro di Bologna. Rimasta senza sindaco, la città rischia infatti un commissariamento lungo più di anno e di conseguenza una situazione di stallo che potrebbe diventare molto dannosa. E mentre a livello nazionale si sta cercando un modo per evitarla, da ogni parte arrivano appelli per tornare alle urne il più presto possibile. E’ da ieri pomeriggio che tutto il mondo politico bolognese sta ragionando sui tempi. Per andare al voto assieme alle regionali di fine marzo, la normativa vigente prevede infatti come termine ultimo per le dimissioni il 21 gennaio. L’annuncio di Delbono è però arrivato solo il 25, quindi slitterebbe tutto alla primavera del 2011, visto che è impossibile trovare una data intermedia. La città rischia dunque la paralisi per un problema tecnico. L’unico a poterlo risolvere è il ministro Maroni, che si è detto disponibile a varare un provvedimento d’urgenza per spostare il termine ultimo per le dimissioni di una settimana. E questo basterebbe per accorpare il voto a Bologna con quello delle regionali di fine marzo. Come unica condizione, però, il responsabile del Viminale ha chiesto il consenso di tutte le parti politiche. E ha aggiunto: "So che qualcuno ha chiesto un provvedimento d’urgenza come quello che è stato fatto per esempio all’Aquila. Non sono contrario ma prima è necessario che siano formalizzate le dimissioni.Per rendere attuable questa ipotesi, Delbono dovrebbe infatti dimettersi ufficialmente entro la fine della settimana. Il sindaco stamattina ha preferito non commentare, ma dal suo staff si conferma che è sua intenzione non creare ostacoli e far andare al voto anticipato la città. A ribadirlo anche l’assessore al traffico Simonetta Saliera. "La speranza espressa dalla giunta – ha dichiarato all’uscita della riunione di giunta – è di andare al voto il prima possibile e se venisse avanti una possibilità, il sindaco mette a disposizione il suo mandato". E anche i collaboratori del primo cittadino ribadiscono che, "come ha dichiarato ieri per il sindaco, viene prima il bene della città".Non sembrano dunque esserci impedimenti. Alla richiesta del ministro Maroni, risponde il segretario del Pd bolognese Andrea De Maria, ricordando l’ordine del giorno bipartisan approvato già ieri dal Consiglio comunale, in cui si chiede al Governo di potere tornare al voto il più presto possibile. L’odg è stato presentato dal leghista Manes Bernardini e firmato da tutti i gruppi consiliari. "L’accordo tra le parti è già stato manifestato e mi pare quindi che le condizioni poste dal ministro ci siano", ha sottolineato il segretario.E favorevoli al voto anticipato sono anche i sindacati e i commercianti bolognesi. "C’è il nodo del lavoro, delle aziende in crisi. Ci sono le politiche sociali e quelle di decentramento, oltre a tutto il tema della mobilità – ricorda Alessandro Alberani, segretario generale di Cisl Bologna – Il commissario potrà prendere decisioni di normale amministrazione, ma qui c’è da costruire un piano programmatico per la città". Gli fa eco Enrico Postacchini, presidente Ascom Bologna: "C’era un segnale di apertura verso una serie di progetti condivisi in termini di arredo urbano. Un esempio per tutti è quello dei canali e di una ristrutturazione del nostro centro storico seguendo crismi di arredo urbano finalizzato allo shopping. In questo momento, però, non sappiamo se questi interventi seguiranno il loro corso".

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