Bologna: squadra che si salva non si cambia, ma la fortuna non può sempre ripetersi


BOLOGNA, 5 GIU. 2009 – Da giovedì mattina, in casa del Bologna calcio, è ufficiale quanto si andava sussurrando con forte preoccupazione a seguito della salvezza agguantata con tanta fortuna. Purtroppo, è il caso di dirlo, le decisioni comunicate fanno a pugni con le valutazioni, anche le più morbide, con cui commentatori e tifosi avevano chiesto di preparare il futuro rossoblu. I termini usati erano rifondazione, svolta, inversione di tendenza e così via. Francesca Menarini, invece, ha seguito Carlo V, ovvero “todos caballeros” come disse l’imperatore davanti a San Petronio per premiare i fedelissimi, meritevoli o no del titolo che fossero.Quindi conferma totale dell’assetto dirigenziale: Papadopulo in panca, Ricci dg, Salvatori ds. Con una chiosa tutta da interpretare, perché hanno fatto bene nella passata stagione. Va detto, al contrario, che le mosse attuali sembrano dettate più che altro dalla paura di spendere, o dalla voglia di risparmiare, dite come volete. Comunque il contrario esatto di quanto sarebbe necessario al Bologna che ha una rosa foltissima di giocatori vecchi, oltre ad averne molti scarsi al punto da essere ritenuti impresentabili in A il prossimo anno. Quanto meno inoltre la Menarini dovrebbe spiegare dove trova il bene fatto dalla dirigenza per una squadra che ha cambiato 3 allenatori, che si è salvata all’ultima giornata in forza dei risultati delle altre partite e dei gol di Milito. Il ds Salvatori, poi, ha fatto tanto bene che il suo colpo estivo, Bernacci, è risultato il flop più flop della A, pagato 6 milioni, fermato per 5 anni di contratto a circa un milione a stagione e destinato alla tribuna per oltre metà campionato. Su queste cose forse Salvatori dovrebbe dire qualcosa, a parte diversi altri errori che gli sono imputati.Quanto a Papadopulo un giornale ha scritto, ed io approvo, che la sua conferma sarebbe stata come attraversare l’oceano sulla scialuppa che ti ha salvato dal naufragio. Insomma il quadro delle conferme segnalate sembra poco o nulla ragionevole. Con simili premesse il timore generale è che per il Bologna si possa ripetere un’annata travagliata oltre ogni limite come e peggio di quella passata, perché la dose di fortuna avuta non è certo pensabile possa ripetersi. Di più, i Menarini avevano tacitato spesso i tifosi e la critica, rimandando analisi e giudizi su colpe e meriti a fine campionato. Ora non lo hanno fatto, venendo meno all’impegno e autorizzando chi assiste a pensare che non ci sia stato nulle di sbagliato in ambito societario. Anche questo non è ragionevole e nutre una tara che si farà sentire. I giocatori titolari,con la necessità di una rosa sui 2223 atleti,devono cambiare per oltre il 50% vista l’età e la scarsezza tecnica. Scremando finalmente 5-6 elementi giovani con numeri interessanti dalle serie inferiori. Se no il prossimo Bologna non potrà essere diverso da quello che ha fatto morire di paura recentemente. L’allenatore non ha esperienza del calcio di vertice di questi anni e sarebbe stato di gran lunga preferibile un tecnico non ultrasessantenne. Fatemi un piacere! Chi inizierebbe un ciclo in questo modo?Inoltre continua a mancare un dirigente dalla “biografia” calcistica di qualità, un personaggio che conosca e sappia lavorare nel calcio ai livelli necessari oggi in questa società. Si può, a questo punto, chiedere a Francesca Menarini di farci sapere il suo parere sul fatto di come Cagliari, Atalanta e Siena, per esempio, abbiano fatto tanti punti in più? Non sono confronti impossibili, mi pare. Ma ci spieghino, presidente e i suoi delfini appena rimessi sul trono, come e perché il Bologna non sappia fare tanto. Ascolteremo, purché non si parli di potenziale economico e di nuovo stadio. Quanto meno perché, per il nuovo stadio, occorre almeno una nuova squadra, non un manipolo spelacchiato di svincolati, in prestito o parametri zero. Insomma si chiederebbe una squadra ed una società, non le compagnie male assortite della stagione appena andata in archivio.

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