Bologna, sfratto agli sfrattati della tendopoli


BOLOGNA, 28 APR. 2010 – Sfrattati anche dalle tende. Così si sentono le venti famiglie che dal 7 aprile alloggiavano in una situazione di emergenza davanti alla sede dei nuovi uffici comunali di Bologna. La tendopoli che avevano allestita è stata sgomberata all’alba dalla polizia, nessun incidente si è registrato durante le operazioni. Nelle tende hanno abitato per una ventina di giorni persone originarie del Marocco, Tunisia, Romania e Bangladesh. Fra loro c’erano però anche degli italiani. L’esperienza che li accomuna è l’aver perso casa perché impossibilitati a pagare l’affitto. A causare la lunga fila di arretrati la perdita del lavoro o lo striminzito stipendio della cassa integrazione che non basta a sostenere le spese abitative.La perdita del posto di lavoro a causa della crisi è uno degli elementi che sta rendendo drammatica la situazione di tante famiglie. Il dato fornito ieri dai sindacati di Bologna parla di un aumento dell’80% in un anno delle richieste di sfratto, tremila nel solo capoluogo. La maggioranza delle famiglie sfrattate sono di lavoratori immigrati che con l’occupazione e la casa perdono anche il permesso di soggiorno. E poco importa se da diversi anni lavorano e pagano le tasse in Italia, oppure se qui hanno anche dei figli piccoli. Il rischio è di vedersi costretti a tornare al paese d’origine.Il nome della piazza dove sorgeva la tendopoli, piazza Liber Paradisus, da subito è stato ritenuto di buon auspicio dagli occupanti. Fino allo sgombero di oggi, al quale è seguito una protesta in piazza Maggiore nel corso della quale è stata improvvisata una conferenza stampa. "La nostra mobilitazione continuerà nonostante il tentativo di imbavagliarci", ha annunciato Lidia Triossi di Asia-RdB, l’associazione inquilini e assegnatari che sta difendendo gli sfrattati.Secondo la Triossi lo sgombero di stamattina è stato "forzato" da un ordine dell’Amministrazione comunale che ha emesso una specifica ordinanza. "Non è certamente con queste decisioni di ‘ordine pubblico’ – ha spiegato la sindacalista – che il Comune può affrontare il grave problema sociale dell’emergenza abitativa, a meno che non pensi di risolvere la questione trasferendo le persone dalle tende alle automobili. Anche in questo momento gli abitanti della tendopoli stanno dando dimostrazione della grande dignità con la quale affrontano quotidianamente la loro precaria situazione".

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