Bologna, sei partite per sperare


BOLOGNA, 6 APR. 2010 – Inter-Bologna 3-0. Punto e a capo. Ma non basta ed occorre accennare qualche ulteriore ragionamento, rischiando pure qualche valutazione che si proietta inevitabilmente sul futuro. Chi segue e commenta il Bologna è abituato quasi da sempre ad andamenti sportivi assimilabili alle docce scozzesi. Si alternano prestazioni buone ad altre insufficienti quando non inaccettabili. Stavolta quindi non si tratta di una novità, ma attenzione al momento ed al clima del campionato. I rossoblu subiscono la quarta sconfitta in due settimane. Subiscono 10 reti e ne segnano una, su punizione di Adailton. Hanno 35 punti mentre la quota salvezza non è a meno di 38. Quindi la (prevedibile?) sconfitta di Milano mette in moto campanelli d’allarme, proprio perché sulla carta l’impegno era impervio ma i giocatori di Colomba hanno dato l’impressione di non essersene nemmeno accorti. Infatti se la sono giovata senza impegno, senza determinazione e coraggio, dando ragione ad un cronista che ha scritto che partite così una squadra non dovrebbe nemmeno giocarle: tanto varrebbe perderle e tavolino, perché scendere in campo senza produrre nulla di nulla è offensivo oltre che inutile. Ultrascarso il Bologna contro i nerazzurri: una conclusione che mette enormi responsabilità sulle spalle di Colomba, ma anche di tutti i giocatori. Finiti i mortaretti sparati in gennaio e febbraio, il tecnico stenta da settimane a ridare quadratura ed efficacia ai suoi. I quali non eccellono certo per diligenza ed energia, due possibili modi per cavare qualcosa da incontri con formazioni di maggior caratura e qualità. Se non ti applichi e non spingi più del massimo in queste occasioni non solo rendi poco o niente, ma rimedi pure immonde figuracce: vedi Bologna a San Siro. Per i giocatori c’è da dire che però anche a Siena hanno brillato ben poco e l’avversario non era insormontabile. Per Colomba non posso non osservare come abbia dell’inspiegabile passare in pratica con la stessa identica formazione attraverso le ultime 4 partite, quelle del mezzo (speriamo) disastro rimediato. Ma come? Perdi e riperdi, non segni nemmeno col gesso sulla lavagna e non cambia nulla nella formazione di avvio? Per me una cosa che non ha spiegazioni, anche se parole in proposito,anche troppe,sono state sparse da tante parti. Nel Bologna di Colomba si era consolidata una cerniera portante centrale, essenziale in ogni squadra, formata da Viviano, Portanova, Mudingayi e Di Vaio. Ora Viviano non è in forma – troppe le reti subite sul suo palo, sorvolando su altre incertezze – Portanova è fuori forma, Mudingayi a Milano squalificato e Di Vaio lontano da un rendimento accettabile. Non posso pensare che in 2-3 settimane il tecnico non si accorga di ciò. Però non interviene in nulla, praticamente. Troppo passivo o troppo fatalista? In ambedue i casi non esente da qualche responsabilità, assieme ai suoi uomini scesi in campo.Viene bene, così, accennare al fatto che Franco Colomba, alla vigilia di Pasqua, ha sottoscritto col Bologna un nuovo contratto biennale. Lo dico chiaramente. Cifre a parte, che non conosco, mi pare troppo un contratto su due stagioni. Mille cose nel Bologna possono succedere e simile durata spesso è più un problema che una soluzione. Ma c’è di più, a mio avviso. Se i signori Menarini non confermeranno il direttore generale Luca Baraldi – i terminii scadono a metà aprile – e se il suo posto non verrà preso da un dirigente di un calibro simile, i problemi possono essere subito veramente tanti, come si è visto sino al novembre scorso. Quando tutto o quasi era in mano al tecnico, una scelta per me da scartare subito perché è la società che deve tenere le redini. Oppure si rischiano altre stagioni di precarietà continua, di assenza di orizzonti e di prospettive magari minime ma che non siano solo la sopravvivenza. Ma perché a Bologna non può mai arrivare un Matri o un Floccari di 3-4 anni or sono, ovvero qualche ragazzo da buttare nelle mischia fresco, guizzante e capace di giocare? Perché, con 16 giocatori in scadenza di contratto o eventualmente da riscattare si spargono voci secondo le quali il primo ad essere riconfermato sarebbe Salvatore Lanna, 35 anni, un uomo che dalla sua parte porta solo disgrazie. Andiamo a vedere cosa è successo quest’anno e non solo nella parte sinistra della difesa rossoblu: abbiamo visto il gol di Balotelli sabato? Io ne avrei abbastanza, Lanna può giocare, ma non sempre a Bologna. Sono solo esempi delle perplessità che suscitano le notizie riportate. E’ o no un caso che Colomba non abbia detto una parola sulle proposte Baraldi? La chiarezza in società ed in squadra è di là da venire. E il dio del calcio non voglia che le sorti rossoblu siano ben peggiori di qua a maggio. In definitiva, mi ero preso 30 giorni circa per dire qualcosa di non ovvio sul cammino del Bologna. Ora i contorni sono nebbiosi, il cammino si è insabbiato e le ultime 6 partite daranno il verdetto inappellabile. Ci sono le risorse perché sia positivo, ma chi di dovere saprà farle valere? Ai primi di marzo pensavo di poter rispondere. Ora posso soltanto dire che è bene essere ottimisti.

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