Bologna rimane orfana del Cev


BOLOGNA, 25 OTT. 2010 – "Anche se un po’ provato, il Cev ci sarà sempre". Il suo posto però non sarà sullo scranno più alto di Palazzo d’Accursio, dove lo vorrebbe la stragrande maggioranza dei bolognesi. Maurizio Cevenini continuerà a lavorare per la sua città, come ha sempre fatto, ma rimarrà dietro le quinte. Dato da tutti per favorito alle primarie del Pd che sceglieranno il nuovo candidato sindaco del capoluogo emiliano-romagnolo, si è infatti ritirato dalla competizione ad una settimana esatta dall’attacco ischemico che l’ha colpito. E ha detto così addio a quello che lui stesso ha definito "il sogno di una vita, la mia vita".L’annuncio ufficiale è arrivato stamattina direttamente da Villalba, la struttura ospedaliera in cui il Cev è ricoverato da lunedì scorso. "Lo choc del malore è stato forte", ha ammesso Mister Preferenze nel corso di una conferenza stampa. Indossava una felpa rossoblu del Bologna calcio, sua seconda grande passione dopo la politica. E ha spiegato che la decisione è stata presa "con immenso dolore" e senza alcuna pressione. Determinante, però, è stata la sua famiglia, che nei giorni scorsi – soprattutto dopo le perplessità dei medici – gli aveva consigliato di fare un passo indietro. "Domani è il compleanno di mia figlia", ha spiegato l’ormai ex candidato. E con tutta probabilità è questo il regalo che più desiderava.Chi invece non avrebbe mai voluto ascoltare queste parole è il Pd bolognese, ormai orfano del candidato ideale su cui puntare per tornare a guidare il Comune passando indenne attraverso lo scandalo-Delbono. Cevenini aveva dalla sua parte la gente, con cui aveva pazientemente costruito un rapporto diretto e consolidato. Trovare un suo degno sostituto si preannuncia dunque un’impresa piuttosto ardua. "Il segretario provinciale Donini, così come Bersani, mi è stato vicino – ha detto oggi il Cev – Io ora vado via per qualche giorno, ma quando torno sarò al suo fianco". Però, pur sottolineando che "a Bologna ci sono molte risorse", nemmeno lui si è voluto sbilanciare: "non mi permetto di indicare un successore". I nomi sul tavolo, al momento, sono quelli di Duccio Campagnoli, ex assessore regionale che torna prepotentemente in pista, del vicepresidente della Provincia Giacomo Valenti e del sindaco di Casalecchio Simone Gamberini. Oltre agli outsider Amelia Frascaroli e Benedetto Zacchiroli, già in corsa, e all’eterna speranza di convincere il pezzo da novanta Romano Prodi. La decisione, però, sembra ancora piuttosto lontana. Tanto che potrebbero entrare nella mischia anche autorevoli esponenti della società civile, invocati da tempo dal rettore Dionigi. E a tale proposito di parla di Marco Cammelli, numero uno della Fondazione del Monte, e Lorenzo Sassoli de Bianchi, già tirato in ballo nello scorso giugno.Maurizio Cevenini, capace di fermare questo valzer di nomi con l’annuncio della sua discesa in campo appena due settimane fa, è invece uscito di scena. Rimarrà senza dubbio "il sindaco dello stadio", anche se per un gioco del destino la decisione del ritiro è arrivata proprio mentre il Dall’Ara, dove i ragazzi di Malesani hanno ospitato la Juve, gli dedicava uno striscione con scritto "Forza Cev". Ora cercherà di spegnere il telefonino per qualche tempo e di fare un po’ di esercizio fisico. "Anche se – ha spiegato – mi pesa molto pensare di staccarmi dalla politica".

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