Bologna ricorda Berlinguer e pensa al ballottaggio


BOLOGNA, 12 GIU. 2009 – Artisti, politici e tanti giovani in platea riuniti "per Enrico". Così Bologna ha ricordato 25 anni dopo il segretario del Pci, Enrico Berlinguer. Una festa organizzata in Piazza VIII Agosto, ieri dalle 18 fino a tarda sera, con musica, cabaret, testimonianze e alcuni videomessaggi registrati da chi non poteva essere sul palco. "E’ stato il desiderio di rendere un tributo alla figura più importante della sinistra del dopoguerra a fare nascere questo appuntamento – ha detto Lele Roveri, presidente dell’Estragon e organizzatore della serata assieme alla Fondazione Duemila e ai Modena City Ramblers – Per omaggiarlo abbiamo scelto un grande evento popolare e di piazza, come era nel suo stile. Credo che sia una figura di riferimento per tutti coloro che fanno politica, a destra e a sinistra".E’ il caso di Romano Prodi, che, in un filmato, ha ricordato Berlinguer precisando di non averlo mai conosciuto, ma di considerarlo il suo ispiratore anche per il periodo di politica attiva di cui è stato protagonista negli anni successivi alla sua morte. Un ricordo tutto personale e un po’ commosso, invece, quello di Luigi Berlinguer, cugino di Enrico e neo-parlamentare europeo in quota Pd. Partendo dalle estati trascorse insieme a Stintino, in Sardegna, ha sottolineato la passione di Enrico per il mare e quel suo "coraggio di andare avanti sempre, anche nelle difficoltà". Poi un monito alla piazza: stiamo diventando provinciali – ha gridato – la malattia leghista ci sta indirettamente contaminando". La parola è passata quindi a Sergio Staino, che ha rispolverato una serie di vignette disegnate in occasione di quell’enorme evento popolare che è stato il funerale di Berlinguer, per celebrare il primo segretario comunista "che ha creduto nel potere della satira" accettando di essere preso in giro addirittura sulle pagine del giornale di partito, l’Unità. Ma la nostalgia per il carisma dell’indimenticato leader del Pci, e l’ammissione di quanto lo scenario politico attuale sia profondamente diverso da quello che lo ha visto protagonista, si sono manifestate soprattutto nell’intervento di Pierluigi Bersani, deputato comunista e ora dirigente di primo piano nel Partito democratico. Con un discorso accorato e molto apprezzato dal pubblico presente, Bersani ha sottolineato come Berlinguer ritenesse che l’attività politica, "pur inorgoglendo giustamente chi la fa", dovesse perseguire sempre e comunque gli interessi del Paese e non quelli personali. Per lui, ha ribadito l’ex ministro dello Sviluppo economico, "il partito non era un fine, ma un mezzo. E noi dobbiamo fare in modo che sia così ancora oggi, se vogliamo dare una mano all’Italia". Poi Bersani si è rivolto ai bolognesi esortandoli ad andare a votare al ballottaggio in programma il 21 e 22 giugno e immediatamente dopo ha introdotto sul palco Flavio Delbono, il candidato sindaco del centrosinistra.Delbono si è rivolto alla platea in modo molto meno carismatico rispetto al suo precedessore, tenendo in mano i fogli su cui era scritto il suo discorso e pronuciandolo piuttosto meccanicamente, forse senza rendersi conto che la particolarità del contesto in cui si trovava e la statura dell’uomo che si stava ricordando avrebbero meritato un maggiore coinvolgimento da chi si propone di rappresentare la città per i prossimi cinque anni. Probabilmente il distacco esibito dal candidato democratico è da ricondurre alla poca familiarità che per il momento ha con il grande pubblico e può essere facilmente superabile. Gli obiettivi che si propone in caso di elezione fanno infatti ben sperare in questo senso. Ai cittadini presenti in piazza, l’aspirante primo cittadino ha infatti promesso: "Mi sforzerò di uscire il più possibile dal palazzo". E lo ha fatto riferendosi alle ultime parole di Enrico Berlinguer, pronunciate in Piazza della Frutta a Padova il 7 giugno 1984 prima di essere colpito dall’ictus che lo ha ucciso: "Compagni, proseguite il vostro lavoro. Casa per casa, strada per strada, azienda per azienda". La serata si è conclusa con l’esibizione dei Modena City Ramblers, che all’agonia e alla morte del segretario del Pci hanno dedicato anni fa "I funerali di Berlinguer". La canzone comincia ricordando la commossa partecipazione popolare di quel giorno di 25 anni fa, in cui "un popolo intero trattiene il respiro e fissa la bara, sotto al palco e alla fotografia. La città sembra un mare di rosse bandiere e di fiori e di lacrime e di addii". Perchè, come ha ricordato Andrea Mingardi durante la sua esibizione, "tutti all’inizio siamo uguali e nasciamo Berl, solo che poi c’è diventa Berl-inguer e chi diventa Berl-usconi".

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