Bologna punta sul suo Appennino


BOLOGNA, 19 MAG. 2010 – "…e quasi sempre dietro la collina è il sole: storie dell’Appennino bolognese". La Provincia di Bologna ha deciso di dedicare un’intera giornata alla valorizzazione delle sue montagne, e per celebrarle si è affidata a questo film-documentario dalla forte eco battistiana, prodotto da Loop con la regia di Antonio Martino e la sceneggiatura di Claudio Mazzanti. Venerdì 21 maggio verrà proiettato a Villa Griffone di Pontecchio Marconi nell’ambito dei Radio Days, la settimana di celebrazioni dedicata a Guglielmo Marconi. Ad introdurlo, un aperitivo con prodotti locali alle 19, mentre a seguire è stato organizzato un talk show serale condotto da Giorgio Comaschi con cantanti, imprenditori e pubblici amministratori. "Quiete, tempo e spazio nella terra di passaggio, una nuova dimensione per l’Appennino bolognese", il titolo dell’evento, realizzato con i fondi comunitari del programma di sviluppo rurale (http://www.appenninoterradipassaggio.it). Dalle 16 alle 19 si terranno invece dibattiti centrati sul tema dello sviluppo dell’Appennino bolognese, con interventi, tra gli altri, della presidente della Provincia Beatrice Draghetti, dell’assessore provinciale all’Agricoltura Gabriella Montera e dell’assessore regionale Tiberio Rabboni. Tra i temi che verranno illustrati, quello dei finanziamenti per lo sviluppo rurale, che negli ultimi dieci anni sono arrivati a quasi 18 milioni. La giornata, aperta al pubblico, sarà una occasione per riflettere su come rendere sempre più attrattivo l’Appennino bolognese sul piano turistico-economico. Nella conferenza stampa di presentazione, Draghetti ha spiegato che, nell’ambito della Conferenza Metropolitana dei sindaci, è stato costituito un ulteriore coordinamento per le zone della montagna che si occuperà in modo specifico dei problemi dello sviluppo. La presidente ha sottolineato che, dei 60 comuni che compongono la provincia di Bologna, 26 sono montani e il territorio montano è pari al 43,8% di quello provinciale.Draghetti ha ricordato anche che, in base al decreto del ministro della Semplificazione Roberto Calderoli, sono classificati come montani solo i comuni con il 75% del territorio sopra i 600 metri. Condizioni che ridurrebbero i comuni montani bolognesi solo a due (Monghidoro e Monzuno), forse tre con Lizzano. Ma i problemi dello sviluppo montano "non si risolvono per decreto", ha detto Draghetti, assicurando che, per affrontarli, "mettiamo in campo tutti gli strumenti possibili". Anche l’assessore Montera ha evidenziato l’importanza dello sviluppo della montagna per la crescita del territorio: "Città grande significa anche puntare sull’Appennino come sistema territoriale", ha sottolineato.

Riproduzione riservata © 2016 viaEmilianet