Bologna, nuove regole per le tasse universitarie


BOLOGNA, 30 GIU. 2009 – Giornata movimentata, quella di oggi, nell’Ateneo di Bologna. Poco dopo le 10, circa settanta studenti dell’Onda hanno tentato di entrare nel rettorato per bloccare la seduta del Cda che discuteva alcune proposte di revisione del meccanismo delle tasse universitarie. I ragazzi sono venuti a contatto con il cordone di polizia e carabinieri che li attendeva, fin dalle 8, davanti all’entrata di palazzo Poggi, in piena zona universitaria. Per qualche minuto c’é stato un muro contro muro che ha fatto salire la tensione, poi le forze dell’ordine sono riuscite a respingere gli studenti fuori dal portico. I ragazzi si sono riorganizzati, ma proprio mentre un secondo tentativo di sfondamento era nell’aria, è arrivata la notizia che il Cda aveva respinto la proposta di far pagare la fascia massima di contribuzione anche agli studenti che, pur godendo di una riduzione, non raggiungono il numero minimo di crediti richiesto. E siccome questo aspetto era stata all’origine della protesta dell’Onda, preannunciata da alcuni giorni, il corteo si è ritirato sciogliendosi in Piazza Verdi. IL CDA VIENE INCONTRO AGLI STUDENTIDurante la mattinata, il Cda dell’Alma Mater Studiorum ha approvato anche l’aumento del numero degli studenti che godranno delle fascie di riduzione e uno sconto per i più bravi: ulteriori novità sul meccanismo delle tasse universitarie, che sono state accolte con molta soddisfazione dal rettore uscente Pier Ugo Calzolari e dai rappresentanti degli studenti. Le norme sono passate con 24 voti favorevoli e solo due contrari, da parte dei rappresentanti del personale tecnico-amministrativo. Il Cda ha fissato un aumento della tassazione dell’1,5%, in linea con l’inflazione programmata. La struttura delle fascie di riduzione e esenzione è stata però modificata in maniera da aumentare il numero di studenti che potranno goderne: così l’Ateneo dovrebbe incassare circa 1,5 milioni di euro in meno (il 2%), ma non è ancora possibile fare una stima di quanti studenti in più potranno godere degli sconti. Inoltre è stato aumentato il numero minimo di crediti richiesti da 19 a 25 per il primo anno, da 74 a 80 per il secondo e da 129 a 135 per il terzo. Però, su proposta del Consiglio studentesco, verrà inserito un bonus di tre crediti non comulabile per ogni anno. Chi non dovesse raggiungere la soglia minima di profitto passerà alla fascia di contribuzione immediatamente superiore, ma non a quella massima, come era stato ipotizzato dall’Ateneo nei giorni scorsi. Durante la discussione in Cda, infatti, molti consiglieri, ha spiegato Calzolari, hanno scelto in direzione diversa per venire incontro alle difficoltà delle famiglie: "E’ una marcia indietro? Chiamatela come volete, per me è una marcia di ragionevolezza", ha chiarito il rettore. Infine, il Cda ha accettato la proposta del Consiglio studentesco di introdurre una riduzione del 10% per gli "studenti eccezionali", ovvero chi si mantiene in linea con gli esami con una media non inferiore al 28. Novità anche per il tempo lungo, cioé per gli studenti, di norma quelli lavoratori, che scelgono di completare il ciclo di studi in un tempo doppio rispetto a quello normale: per loro la contribuzione passerà dall’80 al 60%.GLI SCONTRI RIPRENDONO AL BARTLEBYI malumori scoppiati in prima mattinata davanti al rettorato sembravano dunque risolti. Ma nuovi scontri si sono verificati verso le 12 nello stabile di via Capo di Lucca occupato dal Collettivo studentesco Bartleby nelle scorse settimane, dove da stamane è stato aperto un cantiere. L’Università ha comunicato che i lavori sono necessari per la realizzazione di alcune centraline della rete ad alta velocità Lepida e che dureranno non meno di un mese. L’edificio, di proprietà dell’Ateneo, non potrà dunque essere abitato per l’intero periodo. I lavori erano partiti dopo un incontro tra i ragazzi e l’Università. L’accordo è però saltato quando gli studenti, sul posto per una conferenza stampa dopo gli incidenti della mattina, si sono accorti che gli operai stavano murando le porte di accesso. Così circa una trentina di ragazzi sono entrati nel cortile occupandolo e bloccando i lavori. E’ intervenuta la Digos ed è arrivato il prorettore Marco De Polo, che è stato accusato di aver tradito i patti. I giovani hanno preteso che venisse anche la responsabile del progetto Luisa Consolini – con cui avevano trattato nei giorni scorsi – secondo la quale la muratura era necessaria per mettere in sicurezza lo stabile fino alla prevista sostituzione delle porte tra dieci giorni. Dopo un’ora di discussioni è stato trovato un compromesso: i pochi mattoni gia posizionati sono stati rimossi, grazie anche a una catena umana degli stessi studenti, che hanno aiutato gli operai sotto le note di "Another brick in the wall" dei Pink Floyd, scandita da una finestra del palazzo di fronte. Bartleby ha inoltre avanzato la richiesta che venga immediatamente chiarita la durata del cantiere. Secondo gli studenti, infatti, i lavori devono durare al massimo 15 giorni dopo i quali, hanno assicurato, ricominceranno ad occupare lo stabile. E per vigilare hanno organizzato per giovedì alle 17 un aperitivo insieme agli stessi operai.

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