Bologna, non chiediamo continuità ma di far giocare Gimenez


BOLOGNA, 25 GEN. 2010 – Al Bologna, quindi, non bisogna proprio chiedere continuità. Scusate se insisto, anche se stavolta si cambia leggermente la prospettiva per non perdere il filo di un concetto prospettato dopo Firenze la passata settimana. Si chiedeva continuità, alludendo chiaramente ai risultati ed ai presupposti che li propiziavano. Poi leggera retromarcia con l’Atalanta ed era in arrivo il Bari, la rivelazione del campionato. Ora non lamenterò alcunché per l’esito (2-1), ma è altresì vero che molte cose sono cambiate. A Firenze e mercoledì due ottimi primi tempi e due riprese così così, al punto che a metà settimana molti da queste parti avevano storto la bocca. Contro i galletti biancorossi… la discontinuità. Primo tempo bolognese che galleggia tra un 5 e un 6 di stima, non certo per il profitto esibito. A seguire una ripresa scoppiettante e vittoriosa senza se e senza ma. Il tutto incorniciato da un avvenimento rarissimo da queste parti, la rimonta. Non ho ora dati statistici in proposito, ma a memoria sembrano anni ed anni che il Bologna non si impone in una partita che l’aveva posto di rincorsa dato che il vantaggio inizialmente è dei rivali di giornata. Un avvenimento tanto insolito che lascia increduli gli sportivi allo stadio come quelli a casa.Però il fatto del giorno non è orfano, ha chiaramente padre e madre. Uno è il gioco d’insieme che la squadra ha praticato. Non sempre ci riesce, ma quando lo mette in opera i verdetti finali ne risentono sempre positivamente. In Bologna-Bari forse solo la rete dei pugliesi si può annoverare tra le giocate sconsiderate, perché i rimpalli e i calci casuali alla palla di Moras e Portanova fanno parte dei “peccati” abituali dei bolognesi, in difesa soprattutto. Da lì in avanti, tutto bene da questo punto di vista. Poi la madre. La madre è indubbiamente l’ingresso in campo di Henri Gimenez il giovane attaccante uruguagio che già a Firenze aveva deciso praticamente la partita con una rete ed un assist a Di Vaio. Stavolta, dentro dal 50’, ha subito fatto svoltare l’incontro, ovvero ha cambiato tutte le carte che il Bologna di solito gioca.Il giovanotto ha un “vizio”, per quello che le sue rare apparizioni hanno finora fatto vedere. Punta sempre la porta, si guarda poco o niente le spalle, è veloce in corsa, rapido di gambe, se la cava benissimo palla a terra ed anche nel tiro si fa rispettare. Quindi si è preso il suo bello spazio da esterno destro ed ha iniziato a puntare gli avversari e a trascinare in avanti i compagni. E’ finito quindi il festival del passaggio orizzontale se non all’indietro che il più delle volte è lo schema attuato dal Bologna. Con Gimenez no. Si deve puntare alla porta in cui segnare. Ecco allora che si procura un corner, ecco Adailton dall’angolo e l’uruguagio che schizza in alto e deposita di testa in rete, centrando il sette lontano dal portiere. Ancora azioni, con suggerimenti e manovre rapide quanto pericolose, col Bologna che si concentra sul ragazzo ed il Bari che non comprende tanto bene quanto sta accadendo. Allora ci pensa Gimenez a rinfrescargli la memoria. Altro corner, solita mischia in area e lui, ancora lui, che tra petto e fianco, sbattendo anche contro il palo, trascina la palla in rete. Altro gol, prima doppietta e, quel che più conta, vittoria del Bologna che mette in saccoccia sette punti nelle tre partite di una settimana che, prima, pareva abbastanza terribile, per le risorse in possesso dei rossoblu. Nella settimana Gimenez è stato il valore aggiunto di enorme importanza e tutti sperano che lo sia anche in futuro, pur se non è il caso di pensare che segni 3 gol ogni 3 partite, visto poi che, nelle 3 occasioni, ha giocato non più di un centinaio di minuti.Ecco il tema del giorno: c’è chi chiede Gimenez subito in campo e chi lo vuole centellinare più al risparmio. Tra questi Franco Colomba. Io, che non ho la responsabilità di Colomba, lo farei giocare di più, sapendo che il giovane, già nel giro della nazionale uruguayana, vuole andare ai mondiali e che il Bologna è la vetrina in cui si può mettere in mostra. La posta in palio è alta e i rossoblu potrebbero essere fortemente avvantaggiati dalla coincidenza di interessi. Staremo a vedere. Nel frattempo segnalo anche la ottima prestazione di Mudingayi e il fallimento del balletto tattico che tanto appassiona i bolognesi, ovvero Di Vaio solo o in compagnia a giocare in attacco. Fallito, perché arriva un semi sconosciuto calciatore sudamericano poco più che ventenne che ribalta tutto, convinzioni, teorie, criteri tattici e, quel che più conta, risultati. Una cosa usuale per i buoni giocatori, ma che a Bologna non è così ricorrente. Che sia Gimenez uno di questi?

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