Bologna, Malesani non ha indovinato la partita


BOLOGNA, 13 SET. 2010 – Sarebbe meglio evitare di farlo presente. Ma sarebbe pure assai difficile mascherare una suggestione o una tentazione con cui quasi tutti gli sportivi col Bologna nel cuore stanno combattendo in queste ore. Ovvero come archiviare la sconfitta per 3-1 subita dalla Lazio. Si tratta del risultato negativo che poteva essere previsto e da considerare del tutto rimediabile alla luce di quanto visto in campo o si tratta di continuare una linea di condotta già purtroppo conosciuta nei precedenti tornei, ossia mettersi l’animo in pace per una sconfitta meritata e quindi per un segnale di ulteriori mesi di notevole sofferenza? Insomma, il Bologna è il Bologna nuovo di Porcedda ecc. o il Bologna solito che tirerà a campare sino all’ultima giornata? Infatti il dilemma non sarebbe così netto se Lazio-Bologna non avesse visto la squadra felsinea tanto povera di iniziativa, tanto poco dotata di smalto e tanto a lungo preoccupata esclusivamente di difendersi, quasi fosse incapace di fare altro. Sì, perché non è tanto la sconfitta a bruciare, quanto il modo tramite il quale è maturata. E’ verissimo che il campionato è lunghissimo, ma è altrettanto vero che brucia assai rivedere delle prestazioni tanto remissive e scolorite per cui si deve ripetere la solita frase fatta. Si può perdere, perbacco, ma c’è modo e modo.Su un altro piatto della bilancia occorre poi analizzare leggermente più in profondità il comportamento dei rossoblu. Intanto la formazione è ancora condizionata negativamente da qualche infortunio di troppo. Le possibilità di manovra sono quindi limitate. Poi Alberto Malesani era alla sua prima verifica e rischiava molto. Infatti non è stata capita la sua scelta di una difesa a zona con tre centrali, uno schema innovativo per la squadra. Né ha convinto mettere Casarini nel ruolo di suggeritore avanzato o di quasi regista: ruolo nuovo e per il quale il ragazzo finora non era apparso particolarmente tagliato. Così come non convince lo schierare Gimenez all’esterno, ma molto lontano dalla porta con ingenti compiti di tamponamento sugli avversari. Se deve essere questo il suo impiego ne potremo ricavare veramente poco. Sia per questi ed altri elementi singoli rivelatisi molto critici, come per l’atteggiamento di estremo difensivismo adottato verrebbe da concludere che Malesani non ha proprio indovinato la partita. E così crediamo sia andata. Mettiamoci poi sopra anche un paio di svarioni – perdita del pallone e passaggio sbilenco – in occasioni delle reti laziali. Un incomprensibile Viviano sul gol di Rocchi. Un errore decisivo di Paponi.La somma dà quello che già conosciamo, i tre punti alla Lazio ed un Bologna che deve ripensare molte cose e riprendere subito, a sua volta, a fare punti. Bando alle chiacchiere perfino troppo note sul lavoro da fare, sull’impegno che non manca e così andare. Una pagina già letta troppe volte che si intende definitivamente voltata. Però almeno uno non ha deluso, anzi ha colorato la sua prestazione con un gesto tecnico di ottima fattura. Il gol del Bologna si deve ad un tiro perfetto di Gaby Mudingayi, un ex che ha onorato in pieno la sua presenza e che ha meritato ampiamente la citazione.

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