Bologna, Malesani fa da scudo per proteggere la squadra


BOLOGNA, 24 NOV. 2010 – La cosa che lo preoccupa di più è "come recuperare i punti" di una quasi certa penalizzazione in classifica. Ma soprattutto come difendere la "parte buona" del Bologna Calcio. Cioé i giocatori, "che devono stare tranquilli". Per questo Alberto Malesani ha annunciato che d’ora in avanti la squadra sarà in silenzio stampa, e parlerà solamente lui. A Casteldebole infatti è quanto mai necessario mantenere alta la concentrazione e non farsi distrarre dalla tempesta finanziaria, dagli stipendi non pagati per cinque mesi o dalla probabile cessione. A cui penserà chi di dovere. "Dobbiamo isolarci completamente, sennò finiamo in un buco nero – ha detto, dopo l’allenamento alla vigilia della coppa Italia di domani a Cagliari – I problemi finanziari non ci riguardano. E’ inutile farsi abbattere da qualcosa che poi, sono convinto, sarà risolto. Forse sono un esagerato ottimista, ma credo che qualcuno si metterà una mano sul cuore, per non far scomparire il Bologna, che è la cosa più importante",. Anche perché "se c’é la passione, non si guarda ai soldi. Poi è chiaro che se le cose vanno bene, è meglio per tutti. E io faccio il tifo proprio per questo. Ma non posso pensare che se un giocatore sbaglia una marcatura, come a Napoli, è perché sta lì a pensare allo stipendio che non gli arriva". Una convinzione che viene dall’esperienza personale. "Una situazione simile – ha raccontato l’allenatore – l’ho vissuta l’anno della retrocessione con il Verona. Lì gli stipendi non li pagarono per sette mesi. E siamo andati in B all’ultima giornata. Ma ho visto squadre che, con fallimenti alle spalle, si sono salvate". A chi gli ha chiesto se è rimasto deluso da Sergio Porcedda, di cui ha sempre lodato il progetto, e che ora invece ha messo in vendita il club, Malesani ha risposto: "Non dico niente, voglio aspettare la conclusione".

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