Bologna, l’export non basta


L’export premia Bologna, ma non basta secondo la Camera di commercio. “Continuano a venire prevalentemente dalle esportazioni i segnali di fiducia dell’economia bolognese con l’industria che aumenta gli ordini da oltre frontiera di circa il 7%”. Ma la crisi continua a farsi sentire: tre imprenditori su quattro non si aspettano novità nei prossimi mesi e mentre l’artigianato registra una leggera ripresa degli ordini dall’Italia, il commercio continua a confrontarsi con le difficoltà. E le costruzioni? Confidano nell’arrestarsi del calo del volume d’affari ai deboli livelli attuali. E’ il quadro che emerge dal report della Camera di commercio di Bologna sull’andamento dell’economia locale nel primo trimestre del 2014. Ecco in dettaglio i vari settori. Per l’industria: i segnali migliori vengono dall’estero con gli ordini a +6,7% e il fatturato a +4%. Il mercato interno rimane debole: lo dimostra un fatturato a -0,4% e ordini +0,6%, valore limitato, ma è il primo risultato positivo dopo oltre due anni di segni rossi. Cresce leggermente la produzione al +0,3%, piccolo segnale positivo dopo la chiusura di fine 2013 a -0,7%. Il periodo di produzione assicurato è attorno alle sette settimane, in calo da sei mesi consecutivi. Gli impianti vengono utilizzati mediamente all’82%. Come detto, però, tre imprenditori su quattro non si aspettano novità fino a giugno. Da gennaio, inoltre, è dimezzata, portandosi al 20%, la quota degli imprenditori che si attendono miglioramenti per metà anno. Per l’artigianato manifatturiero segnali di recupero ci sono, ma lievi: produzione, fatturato e ordinativi hanno variazioni nulle, dopo un 2013 in costante calo. Le esportazioni sono in crescita da nove mesi consecutivi e si attestano al +0,8%, valore di quasi sei punti percentuali inferiore al complesso del settore manifatturiero. In leggera ripresa i segnali da ordini e fatturato legati al mercato interno. Per le costruzioni volume di affari a marzo 2014 è inferiore del 5% rispetto a quello di marzo 2013, ma si tratta di una flessione minore rispetto al -11% registrato a fine 2013. “Gli operatori – analizza la Cciaa in una nota – hanno consapevolezza di questo andamento, probabilmente dovuto anche alle agevolazioni sulle ristrutturazioni edilizie, ma il 70% ritiene che nel prossimo futuro l’attività possa al massimo stabilizzarsi sulle attuali consistenze”. Da tre anni che le vendite del commercio al dettaglio continuano a diminuire. A marzo la flessione è stata del 2,5% ma è minore rispetto a quelle registrate nel 2013. Gli operatori stanno alleggerendo le scorte di magazzino: in tre mesi è diminuita di circa l”80% la percentuale delle imprese che le ritengono eccedenti rispetto al fabbisogno.

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