Bologna: la Procura archivia il “caso Longhena”


BOLOGNA, 9 APR. 2009 – La Procura di Bologna chiederà l’archiviazione per la vicenda del 10 in pagella dato in tutte le materie agli alunni dalle maestre delle scuole Longhena di Bologna in segno di protesta contro la riforma Gelmini. La richiesta è firmata dal procuratore reggente Silverio Piro e dal pm Luigi Persico, che non hanno ravvisano profili penali nel comportamento delle docenti. A carico delle insegnanti era stato ipotizzato l’abuso di ufficio (art. 323 del Codice Penale), ma i magistrati non trovano che il comportamento delle docenti abbia cagionato "un ingiusto vantaggio patrimoniale" o "un ingiusto danno" a sé o ad altri, come prevede dall’articolo del codice. A presentare un esposto alla magistratura sulla vicenda era stato l’onorevole Fabio Garagnani il 12 febbraio scorso. Resta però aperto il provvedimento amministrativo a carico delle maestre: 27 su 36 hanno infatti ricevuto la contestazione di addebito, primo passo formale del procedimento disciplinare. "Prendo atto della richiesta di archiviazione da parte dei Pm sul caso Longhena, anche se mantengo le mie perplessità e mi riservo di proporre opposizione alla medesima". Così il deputato Fabio Garagnani del Pdl commenta la decisione della Procura di Bologna. Garagnani intende così ribadire "la gravità degli illeciti amministrativi commessi dalle insegnanti della scuola Longhena e la necessità di evitare che l’opinione pubblica abbia la sensazione che la legge può essere elusa tranquillamente con false giustificazioni e con la benevola tolleranza di chi pure dovrebbe e potrebbe intervenire con provvedimenti ad hoc. In questo senso spero molto che la tempestività dell’Ufficio scolastico regionale produca effetti esemplari all’insegna del rispetto della Legge". Il deputato critica poi "il documento dei genitori in sostegno degli insegnanti" e "il dirigente scolastico provinciale che, probabilmente in nome di una pace scolastica voluta dalla sinistra che in questi anni ha prodotto effetti devastanti, ha ricevuto una delegazione di genitori che di fatto sostenevano l’illegalità. Un rappresentante dello Stato non può accettare questo anche se il condizionamento ideologico, presente da sempre nella città di Bologna, può determinare comportamenti eccessivamente prudenti ma non per questo giustificati".

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