Bologna in salsa verde, il Pdl punta su Bernardini


BOLOGNA, 30 MAR. 2011 – La giornata di Manes Bernardini è finita molto meglio di come era cominciata. Il candidato sindaco leghista di Bologna è stato svegliato di prima mattina da una brutta notizia: i volontari del suo comitato editoriale si sono presi l’ingrato compito di comunicargli che l’entrata del quartier generale era stata presa a mattonate. Ma nonostante ciò è molto probabile che stasera andrà a letto contento, perchè il Pdl ha finalmente deciso di puntare su di lui. L’investitura ufficiale è arrivata nel tardo pomeriggio mettendo fine ad un’impasse molto lunga e piuttosto imbarazzante per tutto il centrodestra. Decisivo per la scelta è stato il pressing di Umberto Bossi, che sul giovane avvocato, bolognese doc, punta per lo sfondamento del ‘Carroccio’ nella roccaforte rossa per eccellenza.Ma partiamo dall’inizio. Il vetro della centralissima sede di via Ugo Bassi ha retto al raid notturno. Si è crepato in più punti, ma non spezzato. D’altronde i leghisti un po’ se l’aspettavano e ne avevano scelto uno blindato spesso due dita. Nel 2009 era successo lo stesso: un ordigno rudimentale mandò in frantumi la vetrata del comitato appena aperto al Pratello, una delle zone più controverse della città. Oggi l’episodio segue a stretto giro due attentati di matrice anarchica contro Eni e Ibm sotto massima attenzione degli inquirenti. La Procura per ora esclude qualsiasi collegamento, ma ha affidato le indagini a uno dei pm del nucleo anti-terrorismo. "C’é un brutto clima in città", spiega Bernardini, che ha raccolto la solidarietà di tutto il mondo politico. Tra i primi a chiamarlo il ministro dell’interno Roberto Maroni: "E’ molto preoccupato da questa escalation, mi ha detto che verrà a Bologna apposta". Nelle stesse ore a Roma si stava sciogliendo il nodo dell’appoggio del Pdl alla sua candidatura, ufficializzato nel tardo pomeriggio. Un’impasse, quella dei berlusconiani, lunga un mese che ha lacerato i rapporti con la base del partito. "I vertici romani vengano ai banchetti a spiegare agli elettori come si è arrivati a questa situazione", è sbottato Galeazzo Bignami, il consigliere regionale più votato l’anno scorso e in pole position per un eventuale ticket con Bernardini. Proprio al leghista il vice coordinatore regionale del Pdl Giampaolo Bettamio ha proposto una lista unica di Pdl e Lega, una strada che limiterebbe il probabile exploit del Carroccio. "Ma noi la lista l’abbiamo già presentata", ha rispedito la proposta al mittente Bernardini che, intanto, ha assicurato: "Se divento sindaco, metterò la fascia tricolore". Canta vittoria il Pd: "Per la prima volta il massimo partito dell’opposizione non avrà un candidato. Il Pdl passa dal falso civismo all’abdicazione politica", esulta il segretario cittadino Raffaele Donini. A sinistra per ora i problemi sono soprattutto in casa, dopo il weekend terribile di Virginio Merola, prima incappato in una doppia clamorosa gaffe sul Bologna, celebrata anche dalla Gazzetta, poi finito nel mirino di un ex assessore che ha diffuso un suo audio in radio definendolo "alticcio" e che sta facendo il giro del web. Incidenti di percorso che hanno disorientato l’elettorato, che forse guarda con un po’ di timore al ritorno di Merola in città dopo un tour europeo in cerca di idee tra Germania, Belgio e Francia.

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