Bologna, in migliaia per la sicurezza sul lavoro


BOLOGNA, 1 MAG. 2009 – Tra le molte manifestazioni organizzate unitariamente da Cgil, Cisl e Uil in Emilia-Romagna per il Primo Maggio, migliaia di persone hanno gremito Piazza Maggiore a Bologna. Alla tavola rotonda "Lavoro, legalità, democrazia" sono intervenuti anche esponenti del coordinamento nazionale di Libera, delle cooperative "Libera Terra" di San Giuseppe Jato (Palermo), "Nelle Terre di Don Pepe Diana", che sorgerà a Castelvolturno in un terreno confiscato, e della brindisina "Terre di Puglia". Tra gli altri, anche Paolo Pombeni dell’Università di Bologna, rappresentanti dell’Anpi e del comitato "Salviamo la Costituzione". A nome dei tre sindacati confederali – che hanno diffuso una nota – ha parlato Alessandro Alberani, segretario della Cisl di Bologna, ricordando i tempi di crisi: "perdendo il lavoro – ha detto – si perde prima di tutto il salario, ma si perde anche dignità e identità sociale. Vogliamo quindi la riforma degli ammortizzatori sociali, vogliamo meno tasse per i lavoratori e i pensionati, uno stato sociale migliore, più salario in busta paga e azioni più efficaci per i lavoratori colpiti dalla crisi". Tra gli altri, per i sindacati nazionali Morena Piccinini ha chiuso la tavola rotonda rilanciando l’importanza della sicurezza sul lavoro: "Chiediamo che il decreto venga applicato nella sua interezza e non manomesso e che siano eliminati i provvedimenti repressivi in materia di ronde e di immigrazione, mossi da crudeltà, razzismo e intolleranza. Non possiamo abbassare la guardia nella difesa dei diritti civili, a partire da quelli dei migranti, che non sono un esercito di riserva da usare nei luoghi di lavoro quando ci sono i picchi produttivi e poi scacciare con le loro famiglie, magari dopo anni che pagano qui tasse e contributi, perché affrontiamo una crisi produttiva". Numerose iniziative sono in programma in piazza Maggiore per tutta la serata, che si concluderà con un concerto della Bandabardò.

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