Bologna in guerra contro i graffiti: 30 writer indagati


BOLOGNA, 11 MAG. 2011 – Romano Prodi, durante la telefonata di congratulazioni dopo la vittoria alle amministrative del 2009, aveva chiesto a Flavio Delbono di mettersi al lavoro "subito, da domani" per rimuovere i graffiti dai muri della città. E in effetti l’immagine dell’ultimo sindaco di Bologna travestito da imbianchino è una delle poche si ricordano quando si ripercorre il suo breve regno spazzato via dal Cinzia-gate. Poi, non appena Anna Maria Cancellieri è arrivata a sostituirlo, ha raccolto il testimone facendo sua una lotta contro i writer che stupisce per la sua costanza e la sua durezza. E di cui oggi è stata scritta un’altra importante pagina.Venti decreti di perquisizione, 30 indagati, circa 600 bombolette spray, 232 pennarelli e un centinaio di bozzetti e provini sequestrati. Sono questi infatti questi i numeri dell’operazione Pandora, una task force che ha impegnato per mesi gli investigatori della Municipale e dà ora i suoi risultati. Sono stati fotografati e schedati più di 18.000 graffiti sparsi sui muri di Bologna. Poi, incrociando le tag – cioé le firme – con le stesse immagini trovate su internet in siti e forum specializzati e risalendo all’IP di chi le aveva pubblicate online, si è arrivati a identificare i writers. L’accusa di cui devono rispondere è deturpamento e imbrattamento, reato punito in maniera modesta.Ma per alcuni casi potrebbe configurarsi anche il reato di danneggiamento, se si tratta di edifici storici o sedi di enti, cui i graffiti provocano anche un danno di immagine. Le perquisizioni finora eseguite sono state fatte a Bologna, tranne due fatte a Cagliari e a Reggio Calabria, dove risultavano abitare alcuni indagati, ma si trattava di residenze fittizie. Ci sono infatti anche degli studenti fuorisede, ma il nocciolo duro dei graffitari è bolognese. Sono uomini e donne, tutti incensurati, ma non tutti giovanissimi: l’età varia dai 19 ai 47 anni.Uno "spaccato trasversale della società bolognese": così il comandante della polizia municipale di Bologna Carlo Di Palma decrive l’universo messo in luce dopo le perquisizioni. Il procuratore aggiunto Valter Giovannini, invece, definisce queste indagini, di cui è responsabile con il sostituto Giampiero Nascimbeni, "senza precedenti" e parla dei graffiti come di un "fenomeno intollerabile che deturpa e ferisce la città". Ma anche se in molti preferirebbero vedere i muri di Bologna senza scritti, c’è il legittimo sospetto che in questo momento ci siano problemi ben più urgenti da risolvere.

Riproduzione riservata © 2016 viaEmilianet