Bologna, il carovita colpisce lavoratori e pensionati


BOLOGNA, 16 SET. 2011 – Dall’analisi delle denunce dei redditi presentate ai Caf delle Acli emerge che i lavoratori dipendenti e i pensionati bolognesi sono sempre più poveri. A parità di potere d’acquisto, i primi hanno perso dal 2009 al 2010 quasi 700 euro (696,13 euro, per la precisione) del loro reddito. E non va molto meglio ai secondi, che hanno visto da un anno all’altro assottigliarsi le loro entrate di 250 euro. In media, la differenza tra i redditi 2009 e quelli dello scorso anno è negativa per 502 euro. E’ quanto emerge Scorrendo la lunga tabella elaborata dall’associazione cattolica, due dati saltano agli occhi, la riduzione del reddito medio dichiarato dai lavoratori dipendenti (da 28.802 euro del 2009 ai 28.538 euro del 2010) e la crescita delle spese sostenute dai pensionati a fronte di un leggero incremento della media del loro reddito (gli oltre 13.000 che si sono rivolti alle Acli per il 730 hanno dichiarato 23.184 euro contro i 23.088 del 2009). In effetti, se non si considera l’inflazione, per i lavoratori dipendenti la perdita in termini assoluti è stata di 264,10 (-0,92%), mentre per i pensionati c’è stato un incremento di 96 euro (+0,42%). Questo, senza tenere conto dell’inflazione, perchè il caro-prezzi, calcolato da Acli (molto) prudenzialmente all’1,5% tra il 2009 e il 2010, aggrava di molto la situazione, abbassando i redditi dei dipendenti del 2,42% e quelli dei pensionati dell’1,08% nel giro di dodici mesi. Nello stesso periodo, infatti, sono aumentate le spese per colf e assistenti familiari: l’importo medio dei contributi per i quali lavoratori dipendenti e pensionati hanno chiesto la deduzione è passato nel primo caso da 621 a 756 euro, nel secondo da 766 a 869.

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