Bologna: il caos infinito dei candidati del Pdl


BOLOGNA, 6 MAR 2011 – A poco più di due mesi dalle elezioni amministrative del 15 e 16 maggio, il centrodestra emiliano-romagnolo è ancora alle prese con un difficilissimo rebus sulle candidature. Se il centrosinistra ha dato fiducia ai rappresentanti uscenti (come a Ravenna con Matteucci), o è ricorso al meccanismo partecipativo delle primarie (come a Bologna e in altri comuni), il centrodestra sembra incapace di trovare la quadra.Il caso emblematico è quello di Bologna. Oltre un mese dopo l’ufficialità della candidatura di Virginio Merola per il centrosinistra, il Pdl è ancora senza un nome. O meglio: è ancora assediato dai nomi. Inizialmente il maggiore partito di centrodestra ha cercato di strappare un sì alla candidatura al Commissario Anna Maria Cancellieri, che pur tentennando ha infine deciso di mantenere il suo ruolo di funzionario super partes e ha declinato l’invito.In seguito le attenzioni si sono concentrate sul civico Stefano Aldrovandi, già sostenuto dal Terzo Polo. A sponsorizzare questa soluzione è stato in particolare il coordinatore regionale Pdl Filippo Berselli, che però è finito in minoranza nel suo stesso partito. A Roma, infatti, hanno considerato troppo impegnativa la richiesta di rinunciare al simbolo del partito sulla scheda. Inoltre, la Lega Nord aveva posto il veto, dicendo che non avrebbe in alcun caso sostenuto l’ex manager di Hera. Rompere l’alleanza di ferro con la Lega per sostenere lo stesso candidato dei finiani dev’essere sembrata un’eresia a Berlusconi.Dunque non resta che guardare a chi è rimasto disponibile. Potrebbero tornare in corsa le "minestre riscaldate" Giancarlo Mazzuca e Anna Maria Bernini. Entrambi risultano però "bruciati": il primo era candidato alle scorse regionali, salvo poi rinunciare alle elezioni per candidarsi alle comunali in seguito alle dimissioni di Delbono. Elezioni che poi non ebbero luogo, per decisione dello stesso Pdl, con il conseguente commissariamento del Comune. Anna Maria Bernini fu invece quella che effettivamente corse contro Errani, e perse sonoramente.Restano ancora altre due opzioni per il Pdl bolognese. La prima è indigesta: sostenere il candidato leghista Manes Bernardini, permettendo un nuovo, probabile travaso di voti verso il Carroccio. La seconda è candidare un esponente del partito, da scegliersi tra il coordinatore cittadino Fabio Garagnani, il deputato Giuliano Cazzola o l’ex An Galeazzo Bignami. Una soluzione che tranquillizzerebbe la dirigenza,ma che difficimente potrebbe far presa sull’elettorato non schierato con il centrodestra.Intanto a Cesenatico, dove i problemi nel trovare il candidato sindaco sono gli stessi, il Pdl ha deciso di affidarsi a un sondaggio. "Vedremo quale tra tre o quattro candidati alternativi alle sinistre ha più possibilità di vincere. Attenderemo i risultati, poi quando il partito avrà deciso quale sarà il candidato tutti dovranno uniformarsi", ha spiegato Berselli. I sondaggi di gradimento non sono certo una novità: lasciare pubblicamente la responsabilità della scelta dei candidati a un campione casuale d’intervistati però è un’altra cosa.

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