Bologna, i ‘ribelli’ della Cgil scaldano i motori


BOLOGNA, 20 LUG. 2011 – Si muove anche a Bologna la minoranza interna della ‘Cgil che vogliamo’, contraria all’accordo nazionale firmato il 28 giugno scorso. In cantiere c’è la nascita di ‘comitati territoriali per la democrazia’ affiancati da un appello rivolto a 360 gradi al mondo dell’università, degli artisti e della politica in nome della democrazia nel mondo del lavoro.La macchina, ha spiegato uno dei due portavoci Andrea Caselli, è già in moto: "Nei prossimi giorni perfezioneremo l’appello. Da settembre, o forse anche prima, partiremo con una campagna informativa e di consapevolezza sociale su questi temi". Per Caselli l’accordo firmato con gli altri sindacati e con Confindustria "è sbagliato, nel merito e nel metodo". Da qui la mobilitazione: "Mai come oggi c’è bisogno di una società democratica", ha sottolineato, chiedendo che "i lavoratori possano votare per tutti gli accordi che li riguardano, eleggere liberamente i propri rappresentanti e far diventare i sindacati un luogo veramente democratico".L’altro portavoce, il segretario cittadino della Fiom Bruno Papignani, ha preferito non partecipare alla conferenza stampa: "Mi riconosco in quelle posizioni, ma la Fiom deve ancora fare le assemblee e far giudicare i lavoratori su quell’accordo". E dunque, visto il suo ruolo, Papignani ha preferito non esporsi in attesa del voto.

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