Bologna guida l’export. A Ravenna saldo a -600 milioni


L’Emilia-Romagna è la prima regione italiana per l’export pro-capite e la terza per l’import, che risulta in calo in tutta Italia, nonchè quella col miglior saldo commerciale (oltre 22 miliardi di euro di attivo). Tutte le province dell’Emilia-Romagna presentano saldi positivi a parte Ravenna, a quota -600 milioni di euro contro gli oltre 850 del 2012. La provincia di Bologna tocca poi nel 2013 il suo massimo storico nelle esportazioni (resta prima in regione), in primis destinate al mercato Ue (ma i flussi verso la Germania calano), e registra una bilancia commerciale con la Cina in miglioramento. Tutte le province della regione, a parte Ferrara, nel 2013 hanno esportato di più rispetto all’anno precedente. Sono le principali tendenze dei flussi commerciali regionali cosi” come emergono da un”analisi del settore Statistica del Comune di Bologna, pubblicata in questi giorni online.

 

 

È l’Emilia-Romagna nel 2013 la terza regione italiana per il valore delle esportazioni, a quota 51 miliardi di euro (+1,3 miliardi sull”anno precedente). In Italia la principale esportatrice si conferma la Lombardia, a quota 108 miliardi di euro, seguita dal Veneto con due miliardi di export in più rispetto all’Emilia-Romagna. L’export pro capite, pari a 11.500 euro, piazza quest’ultima al primo posto a livello nazionale (tutte le regioni settentrionali, ad eccezione della Valle d’Aosta e della Liguria, si collocano al di sopra della media nazionale, pari a 6.500 euro; la graduatoria è chiusa dalla Calabria, le cui esportazioni per abitante non raggiungono i 200 euro). In particolare, nel 2013 il valore delle merci esportate dal tessuto bolognese ha toccato il massimo storico: 11.473 milioni di euro.

 

 

Tenendo conto che nel 2013 le esportazioni della provincia di Bologna sono aumentate del +2,2%, emerge che per il quarto anno consecutivo le variazioni dell’area del capoluogo sono positive: “I problemi per l’export iniziati nel corso del 2008 e avvertiti con maggior intensità nel 2009, quando il calo delle esportazioni è stato del 25%, sembrano superati, malgrado l’economia bolognese risenta ancora della difficile fase economica”, si legge nel rapporto. Se allora Bologna si conferma la sesta provincia italiana per valore delle esportazioni (Milano, prima, è seguita a distanza da Torino e da altre province del nord), a livello di export pro-capite (11.488 euro) la provincia arriva 16esima. In questo senso, nonostante il valore assoluto sia cresciuto di 19 euro per abitante rispetto al 2012, Bologna perde due posizioni nella classifica piazzandosi alle spalle di altre quattro province della regione: Reggio nell’Emilia (quarta), Modena (quinta), Parma (nona) e Piacenza (decima). Anche nel 2013, dunque, con i suoi 11,473 miliardi Bologna è leader tra le province dell’Emilia-Romagna per valore delle merci esportate. La seconda classificata si conferma Modena, con un distacco di circa 750 milioni di euro (ridotto di circa 50 milioni rispetto al dato del 2012). Seguono in terza posizione, confermando il trend, Reggio Emilia (3.691 milioni) e, agli ultimi due posti, Ferrara (2.264) e Rimini (1.858). L’aumento medio regionale, tranne Ferrara che sconta un -5,3%, appare del 2,6%. Bene la meccanica: la crescita delle “altre macchine di impiego generale”, ha superato, nell”ultimo anno, i 2,3 miliardi di euro esportati (+7,6% sul 2012). Rilevante anche la crescita degli autoveicoli (+6,6%) e, soprattutto delle pelletterie (+20,6%), mentre c’è un -9% per i mezzi di trasporto.

 

 

L’Ue, con quasi 5,4 miliardi di merci esportate nel 2013 (pari a poco meno del 50% delle esportazioni), rimane il principale mercato per i prodotti bolognesi; seguono Asia orientale e Paesi europei extra Ue, rispettivamente con 1,5 e oltre 1,3 miliardi di euro di esportazioni, pari nel complesso a quasi un quarto dell’export locale. Rispetto al 2012, cresce l’export bolognese verso l’estremo oriente (+10,3%) e l’Europa non Ue (+10,9%), ma aumenta anche il mercato mediorientale (+9,7%): cala invece verso i Paesi Ue (-2,8%, -4,5% la Germania) e l’America centro-meridionale (-6,2%).

 

 

Considerando l’import, l’Emilia-Romagna scala due posizioni in Italia collocandosi, con i suoi 28 miliardi di euro di merci importate nel 2013 (+0,9%, l”Italia generalmente è in calo), alle spalle di Lombardia e Veneto. Le importazioni bolognesi segnano un -0,4%, il valore più basso dal 2007 a parte un 2009 influenzato dall’inizio della crisi: ma anche nel 2013 Bologna, con poco meno di 5.954 milioni di euro di merce importata (ogni tre prodotti 2 provengono dall’Ue), rimane la provincia-guida in ambito regionale, dove spicca l’import di materiali non ferrosi e di motori elettrici e, in generale, aumenta dal Medio Oriente e dal nord America. Seguono Modena, con 4,8 miliardi, e Ravenna (4,3): se rispetto al 2012 la distanza tra Bologna e Modena si è ridotta di oltre 200 milioni di euro, le ultime posizioni restano quelle di Ferrara (stabile) e Rimini, anche se quest’ultima segna un +6,5% sul 2013, con merci provenienti dall’estero rispettivamente pari quasi a 900 e 700 milioni di euro. Se infine è il saldo commerciale (anche pro capite) dell’Emilia-Romagna ad arrivare primo in Italia, con la provincia di Bologna che a quota 5,5 miliardi di euro supera il suo massimo storico, Ravenna in questo caso risulta l’unica realtà “in rosso” della regione: Modena è prima con 5,9 miliardi, Reggio seconda con 5,3. Il saldo più elevato nel Bolognese è quello con l’Ue, uguale a 1,4 miliardi, mentre l’attivo con gli Usa è prossimo ai 900 milioni e quello con la Cina si riduce a -262 milioni (oltre 330 nel 2012).

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