Bologna ferma l’11 dicembre


BOLOGNA, 18 NOV 2009 – La Cgil di Bologna ha proclamato uno sciopero generale di quattro ore l’11 dicembre a Bologna. E’ previsto un concentramento alle 9 e quindi un corteo per le strade della città con modalità che saranno definite in un secondo momento. La parola d’ordine generale con la quale il sindacato ha proclamato lo sciopero è che "non si vive con 700 euro al mese". La decisione è nata – spiega la Cgil – per la crisi produttiva e le scelte di politica economica adottate dal Governo nazionale che "stanno determinando anche a Bologna una serio aggravamento della condizioni sociale ed una crescita delle diseguaglianze". La Cgil dice "no ai licenziamenti, agli accordi separati, allo sfascio della scuola pubblica, dell’università e del lavoro pubblico ed allo smantellamento dello stato sociale". Il sindacato di Epifani chiede fra l’altro il rifinanziamento e l’allungamento degli ammortizzatori sociali, la riduzione dell’Irpef su salari e pensioni, il rinnovo dei contratti di lavoro scaduti, una scuola pubblica che garantisca il diritto allo studio di tutti. Sul piano della democrazia sindacale, la Cgil chiede che ai lavoratori sia garantito il diritto di esprimersi su rappresentanti, piattaforme e accordi. Sul piano più locale, la Cgil bolognese chiede una politica che escluda i licenziamenti "dando continuità alle intese finora realizzate, anche in ambito istituzionale, riguardo all’utilizzo di tutti gli strumenti alternativi, a partire dai contratti di solidarietà e dalla cig ordinaria". Un’altra richiesta alla base della piattaforma dello sciopero, che coinvolgerà per l’intera giornata le categorie del settore pubblico, riguarda l’estensione su scala metropolitana delle misure di sostegno alle persone colpite dalla crisi. Ulteriore punto indicato dalla Cgil è il superamento del vincolo imposto dal patto di stabilità interno, sollecitando "la responsabilità politica delle diverse amministrazioni locali e della stessa conferenza metropolitana dei sindaci". Infine la Confederazione sottolinea come sia sempre più urgente lo snellimento delle procedure di erogazione dei trattamenti di integrazione salariale "perché è ormai insostenibile l’attesa di mesi per assicurare la pur parziale continuità di reddito ai lavoratori colpiti dalla crisi e sospesi dal lavoro".

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