Bologna Fc, il clima è già rovente


BOLOGNA, 21 MAG. 2010 – “Le buone società fanno le buone squadre. Gli allenatori le allenano”. Non so quanti abbiano letto queste parole che Ghirardi, presidente del Parma, ha dedicato a Guidolin che ha abbandonato la squadra senza dire tutti i perché, come purtroppo è abituato a fare. Esse fotografano una verità sportiva fondamentale che si attaglia perfettamente alla situazione attuale del Bologna. Clima già rovente, 48 ore dopo la fine del campionato, impegni economici da onorare entro poche settimane (stipendi, iva e imposte, fornitori ecc…), separazione consensuale dal dg Luca Baraldi, silenziosa miniribellione dei giocatori che forse si sono rifiutati di giocare un’amichevole a Pisa, vista la lunga attesa dei loro emolumenti pagati sino allo scorso gennaio. Allora la frase di Ghirardi è perfetta nel fotografare quello che il Bologna non sarà mai, una buona squadra, almeno fino a quando sarà governata così, nell’improvvisazione e nell’inadeguatezza dei Menarini, padre e figlia.E’ un po’ penoso ripetere continuamente il solito ritornello. Ma dove credono di andare senza una mente calcistica a tirare un po’ le fila? Cosa ottengono proclamando la vicinanza a Moggi, per provocare ed indispettire gli sportivi e i formatori dell’opinione pubblica? Cosa significa questa vicinanza o amicizia? In cosa si concretizza se la squadra si è salvata per il rotto della cuffia e se i potenziali acquirenti segnalati da lui sono piccole cose, insignificanti rispetto ai livelli ed alle necessità della serie A. Allora il sodalizio Menarini-Moggi è soltanto una squallida provocazione nella quale non cadrò. Come una provocazione è il rivendicare da parte di Renzo Menarini la libertà di pranzare o cenare con chi gli aggrada. Certo. Ma chi scrive o chi legge le sue dichiarazioni è altrettanto libero di ricordare che il suo commensale è il più squalificato dei dirigenti calcistici degli ultimi 30 anni. Qualcosa vorrà pur dire. Quanto poi alla sfortuna del Bologna 2005, retrocesso come le carte di calciopoli senza dubbi evidenziano, il geom. Menarini può smettere di scaldarsi per negare quello che tutti sanno da sempre. Casomai, basta che si riguardi o rilegga le cronache di Bologna- Juventus con un indegno arbitraggio di Pieri. Un gol bianconero su un fallo inesistente. E Pieri, ora messo fuori Aia da moltissimi mesi, era sicuramente un arbitro pilotato da Moggi.Ma nessun sordo è peggio di chi non vuol sentire. Tra questi ormai si deve mettere anche la presidente, Francesca Menarini. Sempre a tener bordone al padre, dopo però aver spesso e volentieri sostenuto il contrario. E’ ora anche per lei di decidere cosa farà da grande, il Bologna non è un giocattolo per i passaggi televisivi o le copertine dei giornali. Ci dica almeno perché ha accettato la separazione da Baraldi, avendolo sostenuto fino al giorno prima affermando addirittura che una stretta di mano, ai fini di confermare il rapporto, era meglio di una firma. Ci sono aspetti di credibilità su cui converrebbe fare luce, essendone oggi privi se si considerano compiti e doveri di un presidente di società. Come le si può credere? Cosa saranno capaci ora di architettare?Intanto aprono una estate rossoblu nel massimo dell’incertezza, con un orizzonte dei più oscuri. Anzi è forse pure ipotizzabile che il duo Menarini voglia dare l’impressione del tanto peggio tanto meglio per presentare un piatto di infima qualità per la prossima stagione con la scusa delle difficoltà economiche. Che saranno sempre maggiori senza una testa in regia e con la frequentazione di Moggi. Anche il buon Colomba rischia di restare nel laccio, seppure dorato visto il nuovo contratto biennale. Chi è senza riparo e senza ciambella di salvataggio sono gli sportivi, l’opinione pubblica che ama il rossoblu, chiunque sia stanco di comandanti e padroni che della squadra e del suo destino non si interessano affatto, avendo a cuore piuttosto ben altri interessi di bottega, invero piccola e misera. Comandanti e padroni che nemmeno sanno perché si sono messi a giocare con qualcosa tanto più grande di loro.

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