Bologna e Ravenna nodi finali del Corridoio Baltico-Adriatico


20 OTT. 2011 – "Aldilà di tutti i ‘cappelli’ che ognuno si mette a risultato ottenuto, quest’obiettivo fondamentale è stato raggiunto principalmente grazie all’impegno costante e alla collaborazione tra le istituzioni, Regioni in prima fila". Questo il commento dell’assessore alla Mobilità e Trasporti della Regione Emilia-Romagna Alfredo Peri in merito alla decisione della Commissione europea di inserire il corridoio Baltico-Adriatico tra le sue priorità infrastrutturali e, in particolare, di riconoscerne la completa estensione. Questo significherà per Ravenna il ruolo sia di terminale meridionale che di "core-port", cioè porto strategico a livello europeo.A inizio 2011 le undici Regioni europee (per l’Italia, Friuli Venezia Giulia, Veneto ed Emilia-Romagna), partner dell’asse Baltico Adriatico, avevano incontrato a Bruxelles il vicepresidente della Commissione e commissario europeo per i Trasporti Siim Kallas per sostenere l’inclusione, tra le tratte prioritarie, del corridoio ferroviario Baltico-Adriatico da Danzica, via Vienna, aBologna/Ravenna come estensione del progetto PP 23."Parliamo di un corridoio strategico – prosegue Peri – che consentirà agli Stati membri e ai loro operatori economici di utilizzare le rotte più brevi da e verso il Mediterraneo e le principali tratte di traffico continentale". Il corridoio Baltico-Adriatico, facilitando la movimentazione di 50 milioni di passeggeri e 100 milioni di tonnellate di carichi in un anno, "contribuirà in modo sostanziale a risolvere le principali ‘strozzature’ di rilievo transnazionale e creerà un sistema interno di porti, nodi e collegamenti di importanza europea. Nello specifico – ha concluso Peri – il riconoscimento del corridoio prioritario 23 nella sua completa estensione, da Danzica, via Vienna, aBologna/Ravenna, comporterà una valorizzazione dell’interporto di Bologna e del porto di Ravenna, offrendo opportunità importanti al mondo dell’impresa e a tutti gli operatori economici, in forte sofferenza in questo periodo di crisi profonda".

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