Bologna e le supermulte. “A rimetterci sono i poveri”


BOLOGNA 3 FEB. 2011 – La missione è sempre quella: fermare il degrado in centro a Bologna. Per questo le multe già previste per chi non pone limiti di orari e di volume (sia di rumore che di alcool) alla movida, sono state inasprite. Sta tutto scritto sul nuovo regolamento di polizia urbana, pronto a entrare in vigore con l’inizio del mese prossimo. Un elenco di sanzioni più pesanti che riguarda anche chi bivacca, prevedendo multe da 100 a 500 euro anche solo se si mangia in giro per la città. Stesso rischio che corre chi chiede l’elemosina. Se la nuova stretta del Comune contro chi attenta al decoro urbano è piaciuta ai comitati di cittadini, molto meno è stata apprezzata dalle associazioni che si occupano dei poveri di Bologna. A loro avviso, spiegano i volontari di Avvocato di strada e la Onlus Amici di Piazza Grande, le supermulte sono una sparata dell’amministrazione che comporta una grave conseguenza: ostacolare ancora di più le condizioni di chi vive in grosse difficoltà economiche."Per una persona che vive in strada – scrive in una nota l’Associazione Amici di Piazza Grande – essere multato di 50 euro o di 500 perché chiede l’elemosina o lava il vetro di una macchina non fa molta differenza: sarebbe comunque una cifra di cui non dispone. Quel debito, tuttavia, andrebbe a pesare ancora di più sulla sua già difficile condizione. Quella cifra nel tempo si moltiplicherebbe e nel malcapitato giorno in cui la persona dovesse riuscire a trovare un lavoro, a riottenere una residenza anagrafica e ad uscire dalla propria situazione di difficoltà si troverebbe a dover pagare una cifra molto grande."Un problema che conosce bene Antonio Mumolo, presidente dell’associazione Avvocato di strada: "Presso i nostri sportelli vediamo ciclicamente casi di persone disperate, che per timore di dover affrontare il debito accumulato possono arrivare a preferire di rimanere in strada o in dormitorio, privi di residenza anagrafica e di tutti i diritti (sanità, voto, pensione) ad essa correlati.""Allora qual è il senso di questi provvedimenti se non quello di andare contro persone già deboli e di creare un effetto annuncio?" si chiedono gli Amici di Piazza Grande. "Le multe non rappresentano un’idea progettuale e non sono una soluzione", conclude il comunicato di Mumolo, spiegando che ciò che bisogna fare è "dare risposte concrete a chi è in difficoltà, cercando di capire come avvicinare queste persone alla rete di servizi e come aiutarli a tornare ad una vita comune". Purtroppo, è l’opinione di Avvocato di strada, "l’aumento delle multe testimonia ancora una volta come la povertà venga considerata una questione di decoro e non un problema sociale".

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