Bologna: dopo il tentato suicidio del tredicenne, indagate la preside e un’insegnante


BOLOGNA, 7 NOV. 2009 – Nuovi sviluppi nell’inchiesta aperta sul tentato suicidio del tredicenne che giovedì si è buttato dalla finestra dell’ufficio di presidenza della scuola privata Maestre Pie dell’Addolorata, e che è ancora in coma. La procura di Bologna ha iscritto due persone nel registro degli indagati: sono la preside dell’istituto, suor Stefania Vitali, e la professoressa che quella mattina, fuori da scuola, sorprese il ragazzo ed alcuni suoi amici con qualche sigaretta. Motivo per il quale, qualche ora più tardi, l’adolescente fu convocato dalla preside. Nel fascicolo del pm Giuseppe Di Giorgio, l’ipotesi di reato iscritta è quella di abuso dei mezzi di disciplina, come previsto dall’articolo 571 del codice penale. Un’iscrizione che risulta un atto dovuto da parte degli inquirenti nei confronti delle indagate, che potrebbero poi eventualmente essere chiamate a difendersi in un ipotetico giudizio. Le informazioni di garanzia sono state notificate ieri sera alle due donne dagli agenti del commissariato Santa Viola, intervenuti nella scuola per i primi rilievi. I genitori, invece, sono parti lese. Nella valutazione dell’ipotesi di reato, gli inquirenti hanno escluso gli altri reati ipotizzati inizialmente, ossia l’istigazione al suicidio (perché non è emerso nulla), le lesioni colpose o l’abbandono di minore in quanto, in questi ultimi due casi, non risulta che sia mancata l’attenzione da parte della scuola. Al contrario, rileva la procura, c’é stata una particolare attenzione da parte dell’istituto sull’uso di sigarette, su cui era stato chiesto un chiarimento sia al tredicenne sia a un altro studente. Il primo, comunque, pare fosse abbastanza turbato durante il colloquio. Di conseguenza, a questo punto, occorre verificare se da parte della scuola ci sia stato una sorta di eccesso di zelo che spiegherebbe un eventuale abuso dei mezzi di correzione, o meglio di disciplina. "La premessa a tutto ciò – ha precisato Valter Giovannini, portavoce della procura – è che è assolutamente estraneo all’indagine ogni sindacato sul metodo educativo dell’istituto scolastico in questione", visto che al centro dell’inchiesta c’é un fatto e non un metodo. Agli inquirenti, quindi, interessa valutare solo la procedura e i tempi adottati nell’ufficio di presidenza, per chiarire la "questione sigarette". Infine, per individuare le modalità della caduta e la sua evoluzione rispetto alle attuali condizioni di salute del ragazzo, la prossima settimana la dottoressa Irene Facchini farà un esame medico-legale sull’adolescente. Della vicenda è stata informata anche la procura dei minori per un eventuale approfondimento sui rapporti nella famiglia del tredicenne.

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