Bologna, detenuto muore nel carcere della Dozza


BOLOGNA, 21 APR. 2011 – Un detenuto italiano quarantenne è morto questa mattina nel carcere bolognese della Dozza. Era condannato per furto aggravato e si trovava recluso nel reparto penale. All’origine del decesso un arresto cardiaco. Il sindacato di polizia penitenziaria Sappe, che ha comunicato la notizia della morte dell’uomo, non esclude l’ipotesi di overdose. "Il problema della droga in carcere è ormai molto diffuso e la polizia penitenziaria, nonostante gli sforzi quotidiani, non dispone di alcun mezzo idoneo per contrastarne l’ingresso", si legge in una nota inviata dal sindacato di polizia penitenziaria. Nel carcere di Bologna – continua il comunicato – ci sono circa 1.500 detenuti, per una capienza di 450 posti. I tossicodipendenti sono circa trecento. "Nelle 204 carceri italiane – spiega il segretario generale Giovanni Battista Durante – abbiamo il 25% di detenuti tossicodipendenti, quindi circa 17.000, molti dei quali potrebbero scontare la pena all’esterno, ma continuano a rimanere in carcere per mancanza di strutture in grado di ospitarli, nonostante una legislazione all’avanguardia che prevede gli istituti della sospensione della pena e dell’affidamento terapeutico".DISPOSTA L’AUTOPSIAAd accertare le cause della morte della persona reclusa sarà l’autopsia. Il conferimento dell’esame, disposto dal pm di turno della procura Giampiero Nascimbeni, potrebbe avvenire già domani. Tra le cause ritenute ipotizzabili, un problema cardiaco (una causa che in passato avrebbe portato anche al decesso del fratello) o l’assunzione di qualche sostanza che gli è stata fatale. E’ stato aperto un fascicolo senza titoli di reati.

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