Bologna: degna conclusione di una stagione surreale


BOLOGNA, 3 MAG. 2011 – Non è la prima volta, anzi ne abbiamo avuto l’ennesima conferma. Vale a dire seguire il Bologna calcio, analizzare e commentare la sua stagione attuale comporta che sia più importante quello che avviene durante la settimana che alla domenica quando si gioca. La storia si è ripetuta pochi giorni fa, con un fine settimana scoppiettante ed elettrico, in cui parecchi soggetti mostravano di avere i nervi a fior di pelle. Stringi stringi, il cda ha varato un riassetto degli incarichi di vertice, ma ha preso tempo sui massimi ruoli tecnici. Apriti cielo. In poche ore Carmine Longo comunica che non rinnoverà anche se resta fino a giugno. A ruota la presidenza del Bologna comunica che Longo è sollevato dall’incarico da subito. Resta un po’ alla finestra la pratica Malesani. Rinnovo o no? La sensazione è che tutto sia molto per aria, anche per le difficoltà che la squadra non è capace di superare, per le quali in molti ritengono colpevole il tecnico.Dopo Milan-Bologna 1-0, però, su questo lato arriva un minimo di schiarita. Sulla panca nulla cambia, se ne riparla a campionato concluso. Ma i colpi di scena, veri o presunti, che settimanalmente interessano il Bologna in senso lato, non fanno bene a nessuno. Fino a che la società non trova saldezza reale, quadratura organizzativa all’altezza e stabile affidabilità economica ogni folata di vento può essere esiziale o comunque molto dannosa. Scusate se non parliamo ancora della domenica in campo, ma con quello che capita di giorno in giorno si sente la necessità che la società esca dalle nebbie di questi mesi con troppi principianti allo sbaraglio in cerca di vetrine. E non aggiungiamo altro per non ripetere alla noia concetti da sempre esposti qui come da tantissimi a Bologna.Se la società non sarà in grado di muoversi senza dare l’impressione di voler evitare la retrocessione come traguardo massimo, i problemi certo non finiranno. Questi nuovi “padroni” varrebbero i Menarini. Dove starebbe la novità? Qualcuno dovrà ben pensare che la gente si stufa di rincorrere il 17° posto in classifica, bisogna dire basta. I nuovi “padroni” hanno la forza e la voglia di accettare la sfida in questo senso? Se sì lo dicano ragionandoci sopra, perché la chiarezza finora non è stata la loro dote migliore. Guaraldi & co. debbono uscire dalle nebbie per rendere forte la società senza di che la squadra forte rimane una chimera. Ma come e con chi? Coi mezzi adeguati, intanto, e certo di soldi ne occorrono, ma non si può in eterno piangere sul budget ristretto. Senza cavalli di ritorno, vedi Salvatori, una minestra riscaldata che non è mai stato un fenomeno. Con la visione medio lunga che non può non essere quella di puntare sui giovani. Il Borussia Dortmund ha vinto lo scudetto tedesco con una rosa dai 22 anni di media, a parte tre veterani. Sulla panchina le possibilità sono tante, ma Giampaolo pare uno con troppi esoneri in A. Sarebbe forse meglio puntare più alto, portare su l’asticella, avere ambizioni e poca paura. Guaraldi & co., pensateci. Il parere è che se così non sarà, questa gestione non sarà molto diversa dalle tante che l’hanno preceduta. Ne vale la pena o volete seriamente, invece, rilanciare il rossoblu per un popolo di sportivi e tifosi che seguirebbe immediatamente?Ecco, ora parlare di Milan–Bologna viene un po’ strano. Sia per la quinta consecutiva sconfitta di Malesani e dei suoi, sia perché era difficile pensare che andasse diversamente. La prestazione è stata alla fine dignitosa. Errori e limiti sono stati evidenti, ma veramente la prova è parsa all’altezza contro una corazzata come quella rossonera. Questo convalida il giudizio del tutto negativo espresso sulle precedenti partite perse, non giocate e comunque al limite dell’indisponenza per la pochezza esibita. Non si era nel torto se di fronte al grande Milan l’orgoglio ha potuto non far sfigurare i nostri ragazzi. Nonostante, inoltre, un po’ di persecuzione arbitrale. Allora, siccome il campionato è tutt’altro che finito, vedano tecnico e giocatori di riprendere per davvero in mano il filo del discorso tessuto in autunno e in inverno. E se Malesani invitasse di nuovo tutti a pranzo come ha fatto la settimana scorsa ?

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