Bologna contro la cultura della violenza


BOLOGNA, 13 FEB. 2009 – Si sono appresi altri particolari sulla scarcerazione di Jamel Mohair, l’uomo tunisino che sabato notte ha stuprato una ragazza in un parco di via Mattei alla periferia di Bologna. Era stato condannato in primo grado a otto mesi e scarcerato dal Tribunale del Riesame il 15 gennaio, dopo cinque mesi e dieci giorni di detenzione cautelare. Il Tribunale del Riesame ha considerato il fatto che due terzi della pena, non definitiva, erano già stati scontati.In pratica – è l’orientamento del Riesame di Bologna, che non sarebbe simile in altre città – non bisogna scontare una carcerazione che alla fine rischia di essere superiore alla condanna definitiva. In appello, in ipotesi, la pena potrebbe abbassarsi. "Non essendo prossima la conclusione del procedimento (il giudizio di secondo grado non risulta ancora fissato) – hanno scritto nel provvedimento i giudici del riesame – la durata delle coercizione carceraria sin qui subita dall’appellante per il solo reato per il quale è cautelato equivale ormai ai due terzi della pena espianda, così come da stabilizzarsi all’esito del giudizio di merito". I magistrati ricordano l’articolo 299 del codice di procedura penale "laddove esso enuclea, fra le situazioni che giustificano l’intervento favorevole del giudice cautelare, anche quella in cui la misura applicata non appare più proporzionata all’entità del fatto o alla sanzione che si ritiene possa essere irrogata". E poi viene ricordata una sentenza della Cassazione, 2/a sezione, dell’11 settembre 2008: "’la Corte di Cassazione – viene ricordato dagli stessi supremi giudici – ha ritenuto più volte che il criterio di proporzionalità debba parametrarsi anche alla durata della custodia sofferta in relazione alla irroganda pena". Un punto su cui non c’é ancora stata la pronuncia delle sezioni unite della Corte di Cassazione.PRESIDIO CGIL-CISL-UIL: FAR CRESCERE IL RISPETTO DELLA DIGNITA’ E DEL CORPO DELLE DONNEUn presidio in piazza del Nettuno a Bologna organizzato da Cgil, Cisl e Uil contro la violenza sulle donne, dopo l’ultimo stupro di venerdì sera contro una quindicenne. L’iniziativa, prevista mercoledì alle 18 e condivisa con altre associazioni, è rivolta in particolare alle associazioni degli stranieri, soprattutto quelle femminili "nella convinzione – si legge in una nota congiunta dei sindacati – che si possa, insieme, far crescere una cultura contro ogni tipo di violenza e un atteggiamento di rispetto della dignità e del corpo delle donne". "Ancora una volta Bologna è stata colpita al cuore e la società civile e le donne di questa città si stringono attorno alla paura, allo strazio della ragazza e al dolore dei famigliari – continua la nota – Vogliamo che non si sentano soli, vogliamo dimostrare tutta la vicinanza, la solidarietà e l’affetto possibile, pur consapevoli che questo non cancellerà il male subito". Nei confronti del violentatore della minorenne (arrestato in flagranza dalla polizia), le tre sigle sindacali chiedono "non solo che venga assicurato alla giustizia, ma resti in galera: al di là delle chiacchiere e degli slogan sulla sicurezza, il principio della certezza della pena deve trionfare nei fatti e negli atti concreti e non c’é dubbio che per il reato di stupro si debbano prevedere pene più severe". Tuttavia il problema principale resta quello culturale: "l’ idea che le donne debbano soggiacere alle voglie e alla forza bruta dei maschi – spiegano – Una cultura priva del rispetto, del riconoscimento della volontà e della dignità delle donne che non conosce confini, limiti geografici, etnie, un male radicato che percorre tutta la storia dell’umanità". Infine, a proposito dell’indifferenza dei passanti denunciata dal testimone della violenza di venerdì, la nota aggiunge: "é una degenerazione che dobbiamo sconfiggere".Il Pd di Bologna parteciperà al presidio contro la violenza alle donne. Ad annunciarlo è il segretario dei Democratici Andrea De Maria. "Il Pd di Bologna è al fianco delle vittime e di tutte le donne per denunciare questo crimine odioso, che ferisce il corpo e l’anima di chi lo subisce", spiega De Maria, aggiungendo che lo stupro di venerdì sera contro una minorenne alla periferia della città "dimostra tutti i limiti della legislazione vigente, che non garantisce la certezza della pena e non prevede misure serie di contrasto". Resta tuttavia, per il segretario Pd, un problema culturale: "gli ultimi atti di violenza sono conseguenza della mancanza di una cultura del rispetto verso le donne a cui occorre richiamare con determinazione tutta la nostra comunità. E’ da qui che dobbiamo ripartire per contrastare sul nascere ogni episodio di sopraffazione contro le donne".

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