Bologna, Cofferati: “Serve una riforma, o il teatro Comunale chiude”


BOLOGNA, 2 APR. 2009 – O si riforma l’intero sistema, o il teatro Comunale di Bologna rischia la chiusura prima della fine dell’anno. A lanciare l’allarme è stato il sindaco e presidente della Fondazione lirica Sergio Cofferati: "Il Comunale si trova ad avere un robustissimo capitale, ma problemi di liquidità e questo porterà in non moltissimi mesi a un drastico ridimensionamento dell’attività o a non essere nemmeno in grado di proseguirla", ha spiegato. Insomma, per Cofferati, "una riforma è indispensabile" o almeno delle "soluzioni transitorie per arrivarci vivi". La via da seguire l’ha indicata lo stesso sindaco: "Incentivi fiscali per i privati che finanziano le attività culturali, sponsorizzazioni dirette delle opere e un adeguamento del Fus per mantenere elevata la produzione culturale". A questo, però, andrà aggiunto un confronto con i sindacati per trovare "soluzioni condivise per ridurre i costi fissi, oggi attorno al 70%". Altrimenti, "la crisi del sistema è inevitabile". L’ex leader Cgil è anche tornato sullo scontro con Fials, Fistel e Uilcom, che l’hanno accusato di comportamento antisindacale dopo gli scioperi che hanno paralizzato il Comunale nelle ultime settimane: "Non ne ho capito le ragioni", ha spiegato, ricordando che "lo sciopero deve avere un fondamento etico, altrimenti è un’altra cosa". E, ha ribadito, "non sarà materia di trattativa con i sindacati la nomina del sovrintendente". L’attuale, Marco Tutino, è stato uno dei bersagli dei sindacati. Ma per il sindaco, "tutti possono avere la loro privata opinione su chi vogliono, però io non mi renderò mai disponibile a discutere di nomine e revoche fuori dalle sedi opportune", ricordando che "questa è una competenza esclusiva del Cda",Nel frattempo, il Comune ha rinnovato la convenzione con il teatro, aumentando il contributo di circa 250.000 euro, una goccia, però, in un mare di debiti che nemmeno l’oculata gestione del 2009 rivendicata da Tutino servirà a colmare. "Abbiamo aumentato la produttività del 32% e risparmiato grazie alla Scuola dell’Opera 2,4 milioni". Sono questi i numeri elencati dal sovrintendente, che ha messo subito in chiaro come "tutto ciò non basterà, perché riguarda solo il 15-20% del nostro bilancio". Anche per lui, insomma, "serve un nuovo contratto nazionale e una nuova logica di contratti regionali". Tutino ha anche replicato alle accuse dei sindacati, negando che, tra il 2007 e il 2008, il deficit del teatro sia quadruplicato: "Nel 2007 – ha spiegato – un rimborso tasse straordinario ci ha portato 1,9 milioni, facendo calare il buco a un milione". Tutino ha anche chiesto ai sindacati "di finirla con questa discussione o prenderemo altri provvedimenti".

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