Bologna, cercasi urgentemente esorcista


BOLOGNA, 26 APR. 2011 – Cercasi urgentemente esorcista per il Bologna calcio! All’indomani della quarta sconfitta consecutiva, (0-2) col Cesena, l’orizzonte non è più tanto sereno e ci si abbandona ai più diversi esercizi scaramantici per provare di far funzionare l’esorcismo capace di allontanare le nubi nerissime che si addensano sui cieli rossoblu. L’esorcista, scusate se insistiamo, dovrebbe eliminare il malefico sortilegio che da non pochi anni perseguita la società e la squadra. Un avverso sortilegio che in sintesi porta sportivi e tifosi quasi alla disperazione poiché si manifesta come una forbice, alternativamente nel tempo. Una volta la lama ti costringe a penare sino all’ultima giornata trattenendo il respiro perché perfino un ciuffo d’erba malvagio potrebbe in extremis farti andare tutto storto. Un’altra volta la seconda lama ti illude per molti mesi, arrivano punti e soddisfazioni. Poi, di botto, si chiude bottega e giù una mazzata dietro l’altra, al punto che col fiato sospeso potrebbe essere ancora l’ultimo minuto dell’ultima partita a dirti se sei salvo o meno. In questa stagione siamo in tale specifica situazione.Bologna – Cesena è andata malissimo, con l’allenatore in chiara confusione, coi giocatori tutti insufficienti, con lacune da ogni punto di vista, sul piano tecnico e su quello agonistico. Una partitaccia del Bologna per la quale ci si trova in difficoltà a trovare i perché. Scartando quello della cattiva fede, come può reggere spiegare il grave momento no con la stanchezza o la deconcentrazione o l’appagamento e così via? Insomma sono, in campo ed in panca, professionisti ben pagati e le ragioni di cui sopra stentano a reggere, anzi non reggono per niente: non si possono perdere in quel modo 4 partite di seguito per una sorta di “esistenzialismo” calcistico mal assimilato.Insomma siamo stanchi di giocare perché ci annoiamo ed allora avanti gli altri. Il fisico e gli sforzi fatti non conterebbero nulla, sarebbe solo pessimo professionismo nemmeno degno del tanto calore dei tifosi. Certo, siamo un po’ controcorrente in questo modo ma, vivaddio, anche Malesani non si è mica tanto risparmiato quando, a meno otto dalla fine ha dichiarato che da allora si potevano perdere pure tutte. Una uscita suicida più che provocatoria. Qui, oltre che nell’insieme, ha pesato tanto l’incertezza della società, coi frenetici cambi dirigenziali e con una sorta di babele dichiarativa, da veri novellini, per non dire da dilettanti come sostiene parte della stampa bolognese. Ma certo non è stato opportuno che la dirigenza non abbia ripreso l’allenatore dopo tanta spericolatezza dialettica.Nemmeno Giovanni Consorte si è fatto sentire in proposito, a tutela della sua neonata creatura e quindi nemmeno lui, forse, può calarsi oggi nei panni dell’esorcista invocato sopra. Eppure in molti avevano sperato che proprio da lì qualcosa cambiasse circa il destino “cinico e baro” che coinvolge il Bologna da troppo tempo. Mai a posto, mai una stagione dentro le righe, senza colpi bassi di nessun genere e senza la condanna di essere sempre dietro l’Udinese, il Chievo, la Fiorentina, il Genoa o chi volete voi.Qualcuno alzerà un dito per dire che è questione di soldi. In parte, solo in parte. Il resto è qualità dirigenziale e tecnica, voglia di capire e di agire conseguentemente, chiarezza di compiti e solidità sportiva totale in ogni fase del campionato. A Bologna, ahinoi, finora non è andata così. Ma questi nuovi campioni autori del salvataggio nel dicembre 2010 hanno i numeri e la forza per uscire adesso da questa morsa disastrosa? Se sì, li tirino fuori prima che sia troppo tardi: hanno in mano tutto loro e nulla può essere scartato. E finiamo ancora con un movimento controcorrente che non vuole essere un commento alla partita contro il Cesena, ma soltanto una marginale considerazione. Non ci pare accettabile che il portiere della nazionale, Emiliano Viviano, in tre delle ultime quattro gare, intervenga respingendo la palla davanti a lui sui piedi dell’attaccante di turno che poi lo buca inesorabilmente. Caro Viviano, respingi di pugno, fai volare lontana la palla. Ormai con le reti subite così rischi di mangiarti il bonus di grandi prestazioni esibite finora tra i pali rossoblu.

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