Bologna Centrale, lavoratori vittime del restyling


BOLOGNA, 14 OTT. 2011 – Di solito stanno dietro il bancone della caffetteria e della tigelleria della Stazione Centrale di Bologna, ma oggi i 23 dipendenti della Cigar hanno passato due ore  tra l’entrata, la sala d’aspetto e il primo binario per difendere il loro lavoro. Hanno organizzato un presidio dalle 10.30 alle 12.30, perché da sabato 15 ottobre rischiano di rimanere a casa. Il Tribunale Civile del capoluogo emiliano-romagnolo ha infatti disposto lo sgombero dei 4 locali occupati dalla società di ristoro all’intero dello scalo ferroviario, per far posto a Grandi Stazioni Spa. E per loro è arrivato il licenziamento."Nel mezzo di questo ‘bel contenzioso’ tra Cigar Spa e Grandi Stazioni Spa, 23 famiglie ancora una volta sono vittime del processo di ristrutturazione della Stazione – scrivono le Rsa di Filcams Cgil, Fisacat Cisl, Uiltucs Uil e Ugl Turismo assieme ai lavoratori nel comunicato distribuito oggi ai viaggiatori che affollavano lo scalo di Bologna Centrale – Chiediamo alla cittadinanza, ai viaggiatori, ai tanti pendolari che da anni ci conoscono la massima solidarietà e sostegno alle nostre iniziative, auspicando che nel frattempo il buon senso prevalga".Poche ore dopo il presidio si è fatta sentire Grandi Stazioni, precisando che "il contratto di locazione stipulato con la Cigar nel 2008 era di tipo transitorio, cioè legato ai termini per la realizzazione dei lavori necessari al restyling dello scalo bolognese. Nel marzo 2011 Grandi Stazioni ha richiesto, come da contratto, che venissero rilasciati gli spazi". La nota prosegue poi ricordando che "Grandi Stazioni non è responsabile dei licenziamenti della Cigar, ma sta unicamente portando avanti il progetto di restyling dello scalo ferroviario, per rendere alla città di Bologna una stazione rinnovata ed efficiente". Uno scalo può moderno e accogliente, insomma. Che però senza voler fare a meno di 23 lavoratori.

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